CORONAVIRUS

Coronavirus, l'agente di Pomezia ora è grave: «Stava già male a inizio febbraio»

Giovedì 5 Marzo 2020 di Alessia Marani
Coronavirus, l'agente di Pomezia ora è grave: «Stava già male a inizio febbraio»

Il suo cellulare non parla più. Gli ultimi messaggi li aveva mandati alla moglie e ai colleghi del commissariato Spinaceto per ringraziarli della vicinanza, per dire che tutto sarebbe andato bene. Poi le sue condizioni sono peggiorate e ora è intubato e sedato nella terapia intensiva dello Spallanzani. «Ci hanno detto che ci informeranno i medici di eventuali novità - dicono nella sua casa di Torvaianica, sul litorale, dove la moglie e i due figli di 19 e 17 anni, sono in isolamento perché anche loro positivi al coronavirus - ma non vediamo l'ora che telefoni lui».

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Il sovrintendente di 52 anni è uno dei tre pazienti ricoverati nel reparto di massima attenzione, lo stesso in cui è passata la coppia di cinesi, i primi affetti dal virus a Roma, che dopo avere trascorso giorni critici, con le giuste terapie e la continua assistenza, sono guariti. Gli altri due pazienti sono una donna, coetanea, di Cremona, già con problemi asmatici, che si trovava a Formia quando si è sentita male e un anziano di Cassino. Ma lui, il poliziotto che si divide tra l'ufficio denunce e le indagini di polizia giudiziaria nel commissariato di periferia, non aveva mai avuto un'influenza negli ultimi anni, chi lo conosce ricorda che «è un maniaco del lavarsi le mani, prudente, poco amante della vita sociale e mondana». Secondo gli esperti dello Spallanzani l'origine del contagio risiederebbe in un viaggio fatto dalla figlia, tra il 14 e il 16 febbraio, ad Assago (Milano) per assistere a un concerto. L'analisi sierologica sarebbe inequivocabile, la figlia avrebbe evidenziato la carica batterica più bassa, quindi sarebbe lei la prima a essersi imbattuta nel Covid-19. Anche se a Torvaianica i dubbi restano: «Mio marito - spiega la moglie - si era ammalato già il 2 febbraio ed era mancato parecchio tempo dal lavoro. A fine gennaio aveva raccolto anche le denunce di cittadini cinesi e per questo si era preoccupato». Per i medici, più probabilmente, il 52enne avrebbe avuto una influenza su cui ha inciso il nuovo virus. A fare sfociare un inizio di polmonite in una forma aggressiva, per la famiglia, è stato soprattutto, però, il tempo perso prima del ricovero allo Spallanzani avvenuto domenica. L'uomo, infatti, il 26 si era recato al policlinico di Tor Vergata «dove nessuno gli ha creduto e dove lo hanno fatto stare seduto su una sedia, al freddo, per tutta la notte negandogli il test per il coronavirus - spiega la moglie, 51 anni, casalinga - era in mezzo agli altri malati, abbandonato a se stesso e non avrebbero dovuto dimetterlo in quelle condizioni, tant'è che nel giro di poco la situazione è precipitata. Chiederò giustizia».

IN ISOLAMENTO
Il 28 sera l'agente ha una crisi, chiamano il 118, l'ambulanza lo porta al Gemelli e da lì, fatto il tampone, viene inviato allo Spallanzani. Che il poliziotto fosse a rischio coronavirus non era sfuggito, invece, al suo medico di base, una dottoressa che lo ha visitato a studio il 25 sera. «L'ho subito rimandato a casa dicendogli di chiamare il 1500», racconta la donna che si trova in quarantena. Lo studio è stato chiuso dalla Asl per la sanificazione, 3000 assistiti dirottati presso altri medici. Il poliziotto ha chiamato il 1500 ma nessuno rispondeva, quindi ha telefonato al 112 «e alla fine verso le 22 ci è stato detto che potevamo andare a Tor Vergata», dice la moglie. Allo Spallanzani è stata ricoverata anche la cognata. «È sola in una stanza, è spaventata ma è importante che sia curata per tempo. Perché se si interviene tempestivamente, il coronavirus passa con un po' di febbre e tosse». Intanto, salgono a 27 i positivi (esclusi i tre guariti) a Roma di cui 18 ricoverati allo Spallanzani e 9 in isolamento domiciliare. Ieri l'allarme era scattato anche per due poliziotti della Squadra Mobile febbricitanti, il tampone al test ha dato esito negativo e sono in autoquarantena.
 

Ultimo aggiornamento: 11:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA