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Coronavirus Roma, pacchi spesa: le aree per le famiglie in crisi, ticket sul conto corrente `

Martedì 31 Marzo 2020 di Lorenzo De Cicco e Francesco Pacifico
Coronavirus Roma, pacchi spesa: le aree per le famiglie in crisi, ticket sul conto corrente `

È un piano che viaggia su due corsie quello che sta mettendo su in tutta fretta il Campidoglio per assistere le famiglie in crisi da Covid 19: chi si è visto azzerare il reddito da un giorno all'altro. Da una parte il Comune incanalerà i fondi stanziati da governo e Regione (circa 23 milioni) in bonifici una tantum a chi si trova in condizione di indigenza. Bonifici fino a 500 euro. L'altro progetto riguarda i «punti di consegna», come li chiamano all'assessorato al Sociale guidato da Veronica Mammì: centri dislocati nei vari municipi dove saranno smistati pacchi alimentari raccolti dalle associazioni di volontariato o comprati direttamente dal Comune con i fondi previsti inizialmente per i buoni pasto dei dipendenti capitolini. Dato che ora l'80% dei travet comunali lavora da casa, i dipendenti non hanno più diritto a quell'extra (in totale 250mila euro). Quindi l'assessore al Personale, Antonio De Santis, ha deciso di impiegarli per allargare la rete degli assistiti.
I CRITERI
Come fare domanda per i ticket? La giunta Raggi ieri sera spiegava che entro oggi sarà pubblicato sul sito del Comune l'avviso online per chiedere il sussidio. Non si terrà in conto l'Isee: anche perché quel parametro si riferisce al reddito dell'anno passato. Chi ha perso il lavoro ora, rischierebbe di non essere conteggiato. Si passerà quindi da un'autocertificazione sul web, che sarà controllata successivamente dai servizi sociali. L'importo del sussidio sarà calcolato in base al numero dei componenti dichiarato nello stato di famiglia: fino a 300 euro per una famiglia di 1 o 2 persone; fino a 400 euro per 3 o 4 persone; fino a 500 euro per le famiglie numerose. Esclusi tutti quelli che incassano già altri contributi come il reddito di cittadinanza. Completata questa attività - dalla Regione il vicepresidente Daniele Leodori ha chiesto di «non nascondersi dietro la burocrazia» - il Dipartimento delle Politiche sociali liquiderà il benefit con un versamento sul conto corrente. Chi non ce l'ha, si vedrà recapitare buoni pasto o pacchi spesa. In questa attività saranno coinvolti municipi, volontari, vigili urbani e ristoratori che dopo la chiusura hanno ancora le scorte piene. Il Comune chiederà una mano anche al non profit.
Anche per questo si sta creando una rete di punti di consegna di pacchi alimentari che sarà attivata nei prossimi giorni. Al Portuense, spiega il delegato Mario Torelli, si pensa alla sede della Protezione civile in via della Magliana; in VII municipio (Appio Tuscolano), racconta la minisindaca Monica Lozzi, si sta già allestendo la sede di piazza Cinecittà per far confluire le scorte dei volontari, in attesa di direttive dal Campidoglio. In III Municipio (da Montesacro a Settebagni), informa l'assessore Maria Mattore Romano, come hub c'è la sede di via Flavio Andò. In II (San Lorenzo), si sfrutterà la sede della Croce Rossa in via dei Campani, fa sapere l'assessore Carla Fermariello. Anche il IV Municipio (Tiburtino) si sta organizzando, dice la presidente Roberta Della Casa, mentre dal XIII la collega Giuseppina Castagnetta aggiunge che «per queste attività si utilizzerà la rete del welfare».
Intanto oggi la Regione approverà la delibera che stanzia risorse aggiuntive per il buono ticket, mentre la commissione Attività produttive dovrebbe votare il provvedimento del cosiddetto pronto cassa per le aziende con 450 milioni. Sempre dalla Regione è previsto uno stanziamento di 2 milioni di euro in più per le grandi realtà del volontariato come Caritas e Acli.
 

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