CORONAVIRUS

Coronavirus Roma, il lockdown si allenta: sulle strade circolano centomila auto in più

Domenica 19 Aprile 2020 di Camilla Mozzetti
Controlli sulla Tiburtina

Tornano a muoversi i romani in città e si allenta la stretta imposta dal “lockdown” per il coronavirus nonostante permangano i posti di blocco e le verifiche da parte delle forze dell’ordine. Ma chi sale in macchina, privilegiando gli spostamenti su mezzi privati piuttosto che a bordo di bus e treni della metro, lo fa soprattutto per ragioni lavorative.

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Che siano medici, infermieri, personale sanitario, commercianti che tornano a sistemare le proprie attività vista anche la riapertura di cartolerie e negozi di abbigliamento per bambini, o semplici cittadini che si recano a far la spesa o dal vivaio a comprare delle piante e ad acquistare dagli ottici un paio di occhiali da vista nuovi, le strade della Capitale tornano a popolarsi. Sono i dati raccolti dall’Agenzia per la Mobilità a dirlo a fronte di uno studio avviato di concerto con le tre università pubbliche - Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre - per analizzare gli spostamenti nel pieno dell’emergenza coronavirus al fine di produrre risposte sulla ripartenza della fase 2. 

In tutta la Capitale - fonte Aci - sono immatricolate all’incirca un milione 800 mila vetture. In tempi di normalità girano in strada più o meno 180 mila veicoli, il 10% del totale. La maggior parte dei cittadini - esclusi i pendolari dell’hinterland - utilizza prevalentemente il trasporto pubblico. 
 
Ma se il 6 aprile scorso si contava una contrazione del 78% sul traffico veicolare privato una settimana dopo, ovvero il 14 aprile, il dato si attestava al -74%. Cosa significa? Che in soli sette giorni, passato il weekenddi Pasqua, nonostante le scuole siano chiuse e la maggior parte dei dipendenti comunali sia in smart-working il traffico è aumentato del 4%. A voler tradurre queste percentuali in numeri si arriva a calcolare un ritorno su strada di circa 90 mila veicoli. Ed è così che vengono anche confermate le stime elaborate da molte associazioni di categoria legate al commercio - in primis Confesercenti - che, all’annuncio della riapertura di molte attività, come per l’appunto l’abbigliamento per bambini o le cartolerie, avevano azzardato la stima di circa 120 mila persone pronte a spostarsi nuovamente. A essere prese in considerazione alcune grandi arterie della Capitale: via Cristoforo Colombo, via Tuscolana (da piazzale Cinecittà ad Arco di Travertino), via Prenestina, viale Marconi e viale Palmiro Togliatti. 
 
Il ritorno al “movimento” tuttavia non può essere esteso anche ai mezzi del trasporto pubblico per una generale diffidenza da parte degli utenti che preferiscono, per ragioni sanitarie, usare il mezzo privato. E il trend è confermato dall’indice, ad esempio, degli accessi alla metropolitana che mostrano come la maggior parte degli spostamenti avvenga a bordo di auto private.
Il 6 aprile le linee A, B e B1 della metro hanno registrato un crollo di accesso ai tornelli compreso tra il 91 e il 94%. Il dato è via via aumentato rispetto ai primi giorni di marzo ma è rimasto pressoché invariato a distanza di una settimana. Il 14 aprile, infatti, gli ingressi alla linea A della metro registravano un -91% e quelli alla linea B e B1 rispettivamente un -92 e -94%. Anche a bordo degli autobus - e sono le verifiche delle forze dell’ordine a dirlo - i passeggeri sono diminuiti. 
 
Chi è però che è tornato a spostarsi in città? Si tratta principalmente di lavoratori o comunque di persone che circolano per validi motivi. È l’indice sulle multe rapportato ai veicolo controllati in media ogni giorno dagli agenti della polizia locale a confermarlo. Dal 6 aprile ad oggi la municipale ha verificato in media 17 mila auto al giorno e le multe nella prima settimana di analisi sono state all’incirca 400, mentre sette giorni più tardi, all’aumento delle auto le sanzioni sono scese a 350. 

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