Coronavirus, le discoteche romane chiudono (e qualcuna punta sulla ristorazione)

Giovedì 5 Marzo 2020 di Marco Pasqua
Coronavirus, le discoteche romane chiudono (e qualcuna punta sulla ristorazione)
E' stata sicuramente una decisione sofferta, inevitabile anche se la quasi totalità dei gestori delle discoteche della Capitale, non ha avuto dubbi: le indicazioni del governo, per prevenire il contagio da Coronavirus, non possono e non devono essere ignorate, nell'interesse della cittadinanza. Impossibile, quindi, garantire che tra gli utenti di una discoteca ci sia almeno un metro di distanza, come previsto dal decreto. Da qui, la scelta obbligata dei grandi locali di chiudere i battenti, in attesa delle prossime decisioni del presidente del consiglio. 

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Non hanno avuto dubbi i gestori del Room 26, all'Eur, che, oggi pomeriggio, sui loro canali social, scrivevano: «Il Room26 rimarrà chiuso fino al 3 aprile, come disposto dal decreto della presidenza del consiglio dei ministri» («Mi auguro che queste chiusure contribuiscano alla diminuzione del contagio», dice uno dei soci, Gianluca D'Ettorre).  Decisione analoga dei "cugini" vicini di Spazio 900, il tempio della musica techno, che sabato avrebbe dovuto ospitare Amelie Lens: «Comunichiamo il rinvio a data da destinarsi dell'evento, in ottemperanza delle disposizioni governative, atte a prevenire situazioni di contagio». A Villa Borghese, chiudono i battenti la Suite e l'Art Cafe: anche qui, fino al 3 aprile. In centro storico, il Toy Room, di via degli Avignonesi, sottolinea che «non è possibile garantire la distanza di sicurezza prevista dalla legge» e, per questo, chiude nell'attesa che «la situazione possa subire un miglioramento tempestivo». Il Circolo degli Illuminati, all'Ostiense, ferma le danze fino al 3 aprile: «Non stiamo a discutere. Prendiamo le giuste precauzioni, ma senza paura, per tornare tutti insieme a ballare nel nostro club preferito». Per adesso e fino al 3 aprile saracinesce abbassate al Planet (che non specifica la data di riapertura). Chiudono anche altri luoghi cult come il Goa, il Piper e il Jolie dei fratelli Bornigia, e i locali Alibi e Qube.
 
 

Chi, invece, rimane aperto, chiudendo solo "a metà", sono alcuni locali che hanno sia la discoteca che il ristorante. Posti "ibridi", da questo punto di vista, che però, non abbasseranno le saracinesce (ma che dovranno garantire che tra i clienti ci sia una distanza di un metro). E' il caso del "Wood", sulla Tuscolana: «Abbiamo avuto conferma che essendo ristorante può svolgere serata - scriveva una pr sui social - Ovviamente con riserva di non superare il limite massimo di ingerssi. Vi aspetto». Segue battuta finale: «E' opportuno che prima di salire in macchina vi misurate la febbre». Rimane aperto anche in The Sanctuary, a Colle Oppio: «Sospenderemo gli show delle Guest in calendario - spiega il locale sui suoi canali social - Rimarremo comunque aperti con il nostro ristorante fusion e il nostro exotic bar».  Stessa soluzione adottata dal Vinile, all'Ostiense, che «rimarrà aperto con esclusivo servizio di ristorazione e wine bar, l’entrata sarà libera e servizio con posto a sedere». Ultimo aggiornamento: 6 Marzo, 11:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA