CORONAVIRUS

Roma, Furti in corsia e borseggi senza paura del Covid: le gang degli ospedali

Venerdì 1 Maggio 2020 di Alessia Marani
Il policlinico Umberto I

Non si fermano neanche davanti al Covid-19. Del virus che tiene lontani gli utenti dai pronto soccorsi e dagli ospedali, preoccupati di potere entrare in contatto con potenziali positivi, loro, invece, i “predoni delle corsie”, non hanno per niente paura. Si infilano nei reparti, alla ricerca di medicine, computer, ma soprattutto di soldi e portafogli lasciati negli armadietti dai medici, nei cassetti dai malati, o sistemati nelle borse delle persone in attesa. Anche adesso, in questi giorni in cui gli occhi sono tutti puntati sulla sanità. Ma a qualcuno ogni tanto va male. L’altro pomeriggio, in pieno giorno, G. M., 34enne originario di Manduria (Taranto), ex guardia giurata, una sfilza di precedenti di polizia alle spalle, è stato il protagonista di un inseguimento da “guardie e ladri” all’interno del Policlinico Umberto I. Era riuscito a entrare dentro la Pediatria e aveva arraffato ben due computer e un iPhone X 10, un infermiere se n’è reso conto e ha cominciato a gridare. Il 34enne se l’è data a gambe levate, il malloppo sotto braccio, una corsa “a ostacoli” sfrecciando tra i viali della cittadella, passando in mezzo agli infermieri e ai portantini bardati con le tute anti-Covid, mentre proprio un vigilante tentava disperatamente di mantenere il passo. Varcato il grande cancello sembrava fatta per il pugliese, ma davanti a lui si è parata l’auto dei carabinieri. Inutile l’ennesimo tentativo di fuga.
Non passano nemmeno 24 ore che i militari della stazione “Macao” tornano all’Umberto I, questa volta per una romana di 45 anni S. M. che aveva appena preso il portafoglio dalla borsa di una donna che era in attesa di triage nella sala d’attesa del pronto soccorso. Dentro c’erano 150 euro. Ma la vittima se n’è accorta, ha attirato l’attenzione dei sanitari, la 45enne nel frattempo aveva provato a disfarsi della borsa e si era nascosta chiudendosi a chiave dentro un bagno. Anche in questa occasione non le è servito a nulla. Uscita, ha trovato i carabinieri che l’hanno denunciata per furto. L’ennesimo che tentava di mettere a segno in un ospedale della Capitale, il suo “curriculum” di borseggiatrice racconta di altri raid commessi soprattutto al San Camillo (qui due settimane fa fu commesso un clamoroso furto di una scheda madre del pc che avrebbe dovuto alimentare il nuovo laboratorio Covid) e al Policlinico Casilino. G. M., che nell'ultimo periodo si è stabilizzato a Roma, l’ultima tacca nel casellario criminale l’aveva segnata alla fine dell’anno scorso quando era stato sorpreso a rubare all’interno del Sant’Andrea. Lei giovedì sera era di nuovo in coda al pronto soccorso per una cefalea.
Insomma, specialisti dei colpi in corsia, senza paura davanti al nuovo virus e senza scrupoli nel “ferire” chi è malato e ancora più debole e indifeso. 

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