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Coronavirus, Assoturismo Roma: «Meno 20%
di clienti nei ristoranti cinesi ed etnici»

Coronavirus, Assoturismo Roma: «Meno 20% di clienti nei ristoranti cinesi ed etnici»
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Giovedì 30 Gennaio 2020, 18:44

Assoturismo Roma Confesercenti parla del rischio di epidemia da coronavirus e parla di una «situazione preoccupante oltre che per la salute anche per il danno che potrebbe derivare all'economia del turismo in Italia e nella Capitale».  

Assoturismo parla di «un riscontro, ad oggi, del 20% di consumi in meno nei ristoranti cinesi ma anche etnici, mentre per gli hotel ancora il dato non è disponibile anche se un rapido sondaggio telefonico fa emergere un 5/8% di cancellazioni». Sono « Roma e Milano -ricorda l'associazione- le due città con un quartiere cinese, quindi le più a rischio». «C'è un po' di preoccupazione - avverte - tra le due popolazioni sia italiana che cinese, quest'ultima stanziata a Roma da generazioni. I consumi nei ristoranti cinesi stanno calando progressivamente in queste ore con l'aumento dell'informazione e del risalto mediatico verso il Corona virus. Infatti, proprio in questi giorni l'attenzione mediatica si è alzata anche in Italia con sospetti casi di contagio, a differenza di una settimana fa quando ancora la notizia della propagazione era stata presa un po' alla leggera».

Insomma, dice, «si sentono le prime e timide ripercussioni sul turismo: la cancellazione di molti voli dalla Cina verso il nostro paese potrebbero far crollare la filiera e l'indotto di questo segmento ti turismo». «Alberghi, ristoranti e negozi potrebbero perdere una discreta fetta di introito, da un popolo in via di sviluppo e abituato a spendere. Solo per dare un dato, nel mese di novembre 2019 a Roma sono arrivati circa 26.000 cinesi che hanno sviluppato quasi 40.000 presenze», spiega la nota.

Per Daniele Brocchi, coordinatore del turismo di Roma e del Lazio per Assoturismo, dunque, «la situazione si fa preoccupante, stiamo cercando di capire proprio in queste ore l'esatto numero di cancellazioni alberghiere legate alla cancellazione dei voli». «Sicuro, però, è un immediato calo dei consumi verso la ristorazione cinese per paura di contagio legata non tanto ai cibi ma alla circolazione di persone», conclude. 

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