Confcooperative Roma, Marcocci eletto presidente
«I nostri obiettivi: digitalizzazione e parità di genere»

Martedì 18 Febbraio 2020
Confocooperative Roma ha un nuovo presidente: l'assemblea ha eletto Marco Marcocci designandolo a capo dell'organizzazione fino al 2024. Marcocci, che ha guidato confcooperative Roma negli ultimi due anni, gestendo la fase post commissariale, ha ottenuto quindi la fiducia per continuare nel suo lavoro per altri quattro anni, in modo da completare il percorso già tracciato, che fino ad oggi, come spiegato dallo stesso Marcocci, ha prodotto risultati significativi: «Il nostro movimento ha fatto registrare complessivamente un aumento di fatturato del + 18,4%; i redditi di lavoro sono aumentati del + 26,8%; il valore aggiunto ha registrato un incremento del 19,5%. Infine, i dipendenti delle cooperative attive nell’ultimo quadriennio sono aumentati di 2.896 unità».

Il movimento cooperativo aderente a Confcooperative Roma, del resto, rappresenta una realtà economico-sociale non indifferente nel tessuto imprenditoriale capitolino. Costituisce, infatti, il principale aggregatore di imprese cooperative, attive in molti settori, soprattutto nel welfare. Offre alla città un tessuto imprenditoriale costituito da oltre 440 imprese, che aggregano 82.220 soci, danno lavoro a 35mila persone e realizzano un fatturato di 1,8 miliardi di euro all’anno. Sono imprese giovani, ma anche longeve. Il 42,9% delle aderenti, infatti, ha alle spalle oltre 20 anni di attività.

L'obiettivo di Marcocci è quello di continuare a lavorare alla promozione cooperativa, alle cooperative di comunità, ai workers buyout, «diffondendo presso le nostre cooperative una cultura della digitalizzazione, la grande sfida dei nostri tempi, a investire nell’innovazione». E di migliorare i risultati già importanti ottenuti finora nel processo di consolidamento della parità di genere, un ambito in cui le cooperative rappresentano un'eccellenza: «Nelle nostre cooperative del territorio circa il 55 % degli occupati è donna - ha spiegato Marcocci - con una presenza che va oltre il 70% nei settori sociale e sanitario; per la governance, invece, la quota si attesta al 50%, dato molto significativo ma suscettibile di ulteriori e auspicate migliorie».
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