Come in un quadro degli Impressionisti: tripudio di prati in fiore nella Riserva Naturale di Decima Malafede

Decima Malafede
di Maria Serena Patriarca
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Sabato 24 Aprile 2021, 17:20 - Ultimo aggiornamento: 19:38

Distese di prati puntellate di mille colori fra rosso, giallo, bianco, viola: come in un quadro dei pittori impressionisti, la Riserva Naturale di Decima Malafede offre il meglio di sé nella stagione primaverile. Se alla folla delle vie del Centro preferite la solitudine, l’aria pura e il relax nel verde, questa è la destinazione che fa per voi: 6145 ettari di area naturale protetta che per la gran parte si trova nel territorio del comune di Roma, e per una  restante zona in quello di Pomezia. Nella Riserva, pensate, ci sono addirittura i resti di insediamenti umani che risalgono alla Preistoria, e al suo interno, nelle vicinanze di Pomezia, troviamo la Solfatara, con tre laghetti, caratterizzata da materiali solforosi e ferrosi. La Riserva Naturale Decima Malafede, ideale da percorrere a piedi, in moutain bike o a cavallo, è la più estesa Area Protetta del sistema dei parchi gestito da RomaNatura. Uno studio del WWF ha censito qui oltre 800 specie vegetali, e nei piccoli laghetti fangosi del tratto che si estende intorno alla Torre di Perna sono visibili numerose tartarughe d’acqua. La Torre spicca su un’altura intorno a prati dove pascolano placidi greggi di pecore, come se il tempo si fosse fermato ai primi dell’Ottocento.

La Torre di Perna si trova non lontano dal Castello di Decima e fu costruita nell’XI secolo. In origine era merlata, e serviva come punto di avvistamento per difendere il fortilizio di Decima, appunto. Successivamente, col passare dei secoli, l’edificio fu riconvertito in una sorta di casale-torre, e divenne residenza della famiglia Muti, amministratrice del fondo; poi divenne proprietà del cardinale Federico Cesi. Nel XVIII secolo il fondo diventò parte della tenuta di Decima della famiglia Torrigiani.

Oggi l’antico castello di Decima è di proprietà della famiglia Vaselli, e la Torre è divenuta la sede della Casa del Parco della Riserva Naturale Decima Malafede. Per quanto riguarda l’aspetto “preistorico” della Riserva, gli insediamenti umani di questo territorio dell’Agro Romano risalgono a circa 250.000 anni fa. Nella tenuta di Vallerano (al confine della Riserva Naturale), sono state rinvenute un centinaio di tombe di età imperiale, vicino ad una villa che risale probabilmente al III sec. d.C.. La necropoli è databile fra l’VIII e il VII sec. a.C. e alcune sepolture erano arricchite da pregiati corredi provenienti dai commerci con la Grecia e l’Etruria. La Riserva è anche l'ideale per praticare yoga, meditazione e respirazione consapevole en plein air.

 

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