Roma, da villa Pamphilj a Tor Bella Monaca: «Ecco le 14 bombe ecologiche»

Roma, da villa Pamphilj a Tor Bella Monaca: «Ecco le 14 bombe ecologiche»
di Mauro Evangelisti
4 Minuti di Lettura
Sabato 27 Aprile 2019, 07:26

Discariche abusive mai bonificate, bombe ambientali che possono alimentare incendi di grandi proporzioni come avvenuto l'altra notte sulla Collatina, a causa di un'azione dolosa. Ma l'elenco dei cumuli di rifiuti abbandonati in piccole discariche sui prati, ai lati delle strade, nelle aree abbandonate, è molto più lungo delle 14 zone elencate da Roma Capitale in un documento in cui ha chiesto ad Ama di intervenire: con una stima molto prudente supera almeno quota 300.

Roma, incendio al Collatino: «Vendetta dei rom». Ama sotto inchiesta: bonifiche mai fatte
 



LISTA
Partiamo però dalle 14 aree che hanno le caratteristiche di vere e proprie discariche abusive, per le quali Roma Capitale aveva chiamato in causa Ama: nella lista c'è appunto via Collatina Vecchia-Stazione Palmiro Togliatti, ma vi sono anche altre aree sparse in varie zone del territorio comunale. C'è la Tiburtina, all'altezza del cimitero del Verano, dunque a ridosso del centro storico; via Montecatini; viale Anderloni, all'altezza di viale Tor Bella Monaca; via Don Puglisi, nel VI Municipio; via Sansoni-via Salviati, nel V; via dell'Arcadia - Ex Fiera di Roma, nell'VIII; via Idrovore della Magliana nel XI; sempre nell'XI Roma Capitale ha chiesto l'intervento dell'Ama in via Alessandro Marchetti; via Newton, nel XII; a Villa Pamphilj viene segnalata dalla determina di Roma Capitale una canna fumaria in amianto da rimuovere; infine, via Bonaventura Cerreti nel XIII e via Mazzacurati, all'angolo con via Levazzari nell'XI. Il problema delle discariche abusive ma anche dei rifiuti speciali abbandonati ovunque, è collegato spesso ad altre emergenze: i roghi tossici, perché in queste aree, magari a ridosso dei campi rom, i rifiuti vengono bruciati per ricavare materiale da rivendere come il rame; ma sono anche una sorta di smaltimento dei rifiuti speciali che viola ogni regola, come ha dimostrato qualche giorno fa la sindaca Raggi pubblicando la foto di un'area in cui erano state gettate decine di fotocopiatrici. Secondo Gre (gruppo di ricerca ecologica), che ha svolto un censimento nel quadrante est, solo nei Municipi III, IV, V, VI e VII sono 125 le zone a rischio, caratterizzate da discariche abusive, accampamenti e punti in cui si sviluppano roghi tossici. Ma negli altri municipi non mancano le segnalazioni di situazioni critiche: nel XV non è mai stata bonificata la discarica abusiva cresciuta a Tor di Quinto, dopo lo sgombero del campo rom, mentre sulla Cassia Veientana si sono formate mini discariche abusive, create da chi (sia in direzione Viterbo, sia in direzione Roma), getta sacchetti di rifiuti dall'auto perché non vuole fare la differenziata. Immagini analoghe nel XIII, sotto i cavalcavia dell'Aurelia. Nell'VIII problemi di cumuli di rifiuti abbandonati che formano di fatto delle discariche vengono segnalate ai margini del Parco dell'Appia antica.

OVEST
Nel X (Ostia), racconta la presidente Giuliana Di Pillo: «A noi viene risparmiata la piaga dei roghi tossici, in compenso siamo di nuovo sotto attacco di chi brucia i cassonetti». Inoltre, nel X tentano di difendersi dal moltiplicarsi di discariche abusive in vari punti, da Casal Bernocchi fino ai margini della pineta ai lati della Colombo. Tra qualche mese arrivano l'estate e il grande caldo: un Roma ricoperta da discariche abusive rischia di alimentare una nuova emergenza incendi.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA