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Roma, incendio al Collatino: «Vendetta dei rom». Ama sotto inchiesta: bonifiche mai fatte

Roma, incendio al Collatino: «Vendetta dei rom». Ama sotto inchiesta: bonifiche mai fatte
di Lorenzo De Cicco e Camilla Mozzetti
5 Minuti di Lettura
Sabato 27 Aprile 2019, 07:22 - Ultimo aggiornamento: 07:28

Una ritorsione contro i vigili urbani, che due mesi fa avevano sequestrato tutta la zona, comodo terreno di affari per le gang di Roma Est che trafficano coi rifiuti e i metalli estratti dagli scarti. Per il rogo della discarica abusiva al Collatino, bruciata nella notte tra giovedì e venerdì, prende corpo la pista dolosa. È lo stesso comandante del vigili urbani, Antonio Di Maggio, a ipotizzarlo: «I motivi? Non escludo che possa essere una ritorsione per il lavoro che da mesi stiamo portando avanti nella zona con i controlli sul campo di via Salviati e lo sgombero delle baracche in via del Flauto».

Rogo nella discarica di natura dolosa. Raggi: «Roma sotto attacco della criminalità»
 



La sindaca Virginia Raggi parla di «attacco di una criminalità che continua ad agire contro i cittadini». Il caso è arrivato in Procura dove già a inizio anno la Dda aveva aperto un fascicolo per traffico e riversamento illecito di rifiuti dal quale poi era scattato il sequestro dell'area, messo a punto dai caschi bianchi. Allora l'ipotesi era che la discarica abusiva fosse utilizzata non solo per il riversamento dei rifiuti, compresi gli ingombranti, ma che fosse teatro di un vero e proprio traffico illecito di materiali tra cui le batterie al litio o il più banale, ma sempre redditizio, rame. Il procuratore aggiunto Michele Prestipino e la pm Desirée Digeronimo, che indagano sul caso, stanno aspettando l'informativa dei vigili per procedere poi anche con l'ipotesi di rogo doloso. Sul posto non sono stati rinvenuti inneschi e probabilmente non se ne arriverà a capo neanche in futuro dato che potrebbe essere bastata una sola tanica di benzina per far partire il rogo.


L'incendio è divampato da due cumuli di rifiuti vicini e in un istante si è propagato in tutta l'area, facendo alzare un'imponente nuvola di fumo tossico. La Municipale ha prelevato le immagini dalle videocamere di sorveglianza della stazione ferroviaria Palmiro Togliatti per esaminare se giovedì sera intorno alle 21.30 è stato ripreso qualcuno diretto alla discarica. Più probabile l'ipotesi che il presunto o i presunti responsabili abbiano percorso via Grotta di Gregna o via Collatina per arrivare all'area. Che sia una vendetta dei nomadi a cui i vigili hanno vietato l'ingresso dei camion al campo di via Salviati e sequestrato la discarica? La magistratura sta indagando.
L'ACCUSA
A finire sotto accusa, però, è anche l'Ama per non avere rimosso la spazzatura abbandonata, nonostante il Comune chiedesse l'intervento dallo scorso febbraio. Cioè da quando la discarica è stata sequestrata. È il Campidoglio stesso ad aprire un'inchiesta contro la sua municipalizzata: Ama, da ieri, è oggetto di un'indagine interna che dovrà accertare come mai nessuno avesse portato via l'immondizia dall'area del Collatino, nonostante le richieste reiterate dell'amministrazione. Sia a inizio febbraio e poi ancora il 5 marzo scorso. Il sospetto del Campidoglio è che non sia l'unico intervento chiesto ma non realizzato dalla municipalizzata. L'accusa, quindi, è inadempienza contrattuale, perché si tratta di operazioni di bonifica per cui il Comune ha stanziato soldi dei contribuenti. Con un atto del 1 febbraio 2019, firmato dalla direttrice dell'Ufficio Rifiuti, Laura D'Aprile, il Comune ha chiesto all'Ama di occuparsi della «rimozione, della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti urbani deposti abusivamente su aree pubbliche». Allegato alla determina, c'era un elenco di 14 indirizzi, compresa via Collatina vecchia, la zona incendiata l'altra notte. I fondi erano stati impegnati sul bilancio comunale due mesi fa.

Quanto? Quasi mezzo milione di euro, 451 mila a essere precisi e di questi più di 172 mila erano destinati alla discarica abusiva andata a fuoco. Perché l'Ama, dopo avere ricevuto l'ordine, non ha provveduto a portar via gli scarti abbandonati? Soprattutto, esistono altri interventi disposti da Palazzo Senatorio che la sua controllata non ha portato a termine? Su questi interrogativi si concentrerà l'inchiesta interna avviata ieri. All'Ama è stato chiesto un «rapporto informativo», con cui dovrà fare chiarezza su quelle che in Comune definiscono «lacune evidenti». C'è anche il rischio di un danno erariale. Nelle carte del Campidoglio, è scritto chiaramente: «Nel Bilancio 2019 sono stati assegnati i fondi per gli interventi di rimozione dei rifiuti urbani per far fronte alle esigenze scaturite dal fenomeno di abbandono dei rifiuti». E vengono citati «preventivi presentati dalla stessa Società (cioè l'Ama, ndr) a seguito della nostra richiesta inoltrata dall'ufficio preposto». In teoria, l'Ama aveva tutti i titoli per procedere, quindi. Si legge ancora nell'ordine del Comune: «I servizi decorreranno non appena il presente provvedimento sarà esecutivo e sarà notificato alla società affidataria» e «gli interventi di cui all'oggetto saranno resi entro il 31.12.2019».
 

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