Cinque bambini operati al volto ritrovano il sorriso grazie ai medici di Emergenza Sorrisi. Il più piccolo ha 8 mesi

Venerdì 8 Novembre 2019 di Paolo Travisi
Restituire un sorriso ai bambini affetti da gravi malformazioni del volto. Questa la mission di Emergenza Sorrisi, l'organizzazione non governativa, che si occupa di intervenire chirurgicamente su bambini affetti da labbro leporino, palatoschisi, malformazioni del volto, esiti di ustioni, traumi di guerra ed altre patologie invalidanti nei paesi in via di sviluppo. Oltre 4.800 piccoli pazienti in 20 paesi del mondo, possono di nuovo sorridere grazie al lavoro volontario svolto da un gruppo di 375 medici ed infermieri.

In questi giorni, grazie al progetto "Accoglienza sorrisi" sono arrivati in Italia, cinque bambini per essere operati dai medici di Emergenza Sorrisi, che possono contare sulla collaborazione dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e del Policlinico Gemelli: una bimba di 5 anni, Rahiq, proveniente dal Sudan ed affetta schisi facciale, Amede dal Benin un ragazzo di 14 anni affetto da un voluminoso tumore della mascella superiore. Hanno appena 8 e 12 mesi di vita invece, i neonati provenienti dall'Iraq, che hanno raggiunto il nostro paese sui voli messi a disposizione da Flying Angels Onlus.

«Le operazioni di questi giorni sono andate tutte bene e opereremo un sesto bambino a breve” ha affermato Fabio Massimo Abenavoli, il chirurgo plastico che ha fondato Emergenza Sorrisi 12 anni fa e di cui è il presidente “le abbiamo svolte durante il convegno sul trattamento delle malformazioni cranio-facciali, quindi c'è stato anche un momento formativo per i medici iracheni che sono venuti. Nei prossimi giorni tutti i sei bambini operati potranno ritornare a casa».

L'obiettivo di Emergenza Sorrisi è restituire serenità ai bambini, ma anche formare localmente, medici ed infermieri, affinché possano operare nei paesi d'origine, quindi l'attività formativa dell'organizzazione è parallela alle operazioni chirurgiche più complesse. Attualmente sono 580 i professionisti dei Paesi che ospitano le missioni a beneficiare della formazioni italiana di Emergenza Sorrisi. «I bambini che abbiamo portato a Roma non erano operabili in loco, perché i medici non hanno le capacità tecniche necessarie per questi interventi e qui possono essere seguiti al meglio dalle nostre risorse. La nostra ambizione massima è offrire ai medici la formazione ed agli ospedali la strumentazione adeguata, così in futuro potranno essere operati centinaia di bambini - aggiunge Abenavoli.

Ma non è solo il sorriso, quello che recuperano questi bambini. «Anche la dignità e la possibilità di vivere, perché con la deformità del palato, spesso non possono neanche nutrirsi, sono sottopeso, alcuni non possono parlare e sono in pericolo di vita. Inoltre la deformità, spesso congenita e legata alla malnutrizione della madre, li rende emarginati nelle loro comunità, insieme alle famiglie».  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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