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Cinghiali, parte la caccia nel Lazio: 50 mila abbattimenti per frenare la peste suina

Piano della Regione Lazio: eliminare il doppio degli animali rispetto all’anno scorso

Cinghiali, parte la caccia nel Lazio: 50 mila abbattimenti per frenare la peste suina
di Flaminia Savelli
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 15 Giugno 2022, 07:31 - Ultimo aggiornamento: 08:04

IL FOCUS
Un intervento urgente per accelerare sul piano di contenimento della Peste suina africana. Con il nuovo documento, firmato ieri in Regione Lazio, l'obiettivo ora è di raddoppiare gli abbattimenti dei cinghiali previsti nei piani di selezione. Salirà dunque a 50 mila il tetto degli animali da abbattere, su una popolazione di circa 75.000 esemplari.

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LE MISURE
Venerdì partiranno le prime squadre di cacciatori. Come stabilito dalla cabina di regia - composta dal Ministero della Salute, dalla Regione Lazio, dall'assessorato all'Ambiente e dalla Prefettura di Roma - le battute di caccia si svolgeranno nelle ore notturne e saranno limitate alla zona cuscinetto. Quindi, il perimetro intorno ai 120 chilometri di area infetta tra la riserva dell'Insugherata e il parco di Veio. Perché, come aveva precisato il commissario straordinario alla Peste suina, Angelo Ferrari, all'indomani dell'ordinanza l'obiettivo è «contenere l'infezione all'interno della zona rossa». Così i controlli e il depopolamento sono stati ordinati nell'area di confine. I cinghiali verranno addormentati e successivamente soppressi. Quindi lo smaltimento che seguirà le procedure di bio contenimento a carico del servizio dell'Istituto Zooprofilattico sperimentale del Lazio e dalla Toscana. La cabina di regia ha inoltre predisposto ulteriori misure di sorveglianza. Così come si legge, l'ordinanza predispone «la ricerca attiva di carcasse di suini selvatici su base settimanale».

Il compito è stato assegnato ai volontari e agli enti di gestione delle aree naturali. Infine all'Anas e al Campidoglio è stato assegnato l'incarico di installare reti e cancelli per impedire agli animali di uscire dall'area infetta. In tutto si tratta di 22 varchi che verranno sorvegliati h24.
Misure sempre più stringenti per arginare l'infezione che dallo scorso 5 maggio sta colpendo i cinghiali selvatici: sono 32 quelli risultati infetti. Ma la Peste suina africana si è allargata, per la prima volta in Italia, anche ai suini.

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I CONTROLLI
Sono due le porcilaie in cui i veterinari della Asl Roma 1 ha registrato maiali animali infetti. In entrambi i casi, si tratta di allevamenti all'interno della zona rossa. Come misura preventiva, è stata disposta dal Ministero della Salute la macellazione di tutti i capi. Lo stesso per gli allevamenti vicini: ieri una porcilaia di 44 suini è stata abbattuta. Sul posto è stato necessario l'intervento della polizia per le proteste e le polemiche del titolare. Gli altri 103 allevamenti, all'interno della zona infetta, che stanno invece procedendo con le macellazioni programmate. In questo caso si tratta però di una misura preventiva. Intanto nuove regole sanitarie sono state imposte anche alle 200 aziende agricole all'interno delle zone infette. Grano, paglia e fieno dovranno essere stipati per 90 giorni prima di essere venduti.
Un danno economico per la filiera che si attesta già intorno ai 10 milioni di euro.
 

 

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