ROMA

Cinema America, dal coordinatore di Blocco Studentesco al giovane di piazza Cavour: chi sono gli identificati

Mercoledì 19 Giugno 2019 di Marco Pasqua

C'è il coordinatore romano del Blocco studentesco, il movimento giovanile di CasaPound: sarebbe stato lui a sferrare la testata a David Habib. Ma anche un ragazzo sotto processo per aver partecipato al pestaggio di un sedicenne a piazza Cavour, nell'ottobre del 2016. Indagini lampo, quelle che hanno consentito a Digos e carabinieri di arrivare a dare un nome ad una parte del branco che, la notte di sabato, ha aggredito 4 giovani colpevoli di indossare la t-shirt del Cinema America. «E' antifascista, toglietevela», hanno urlato. Un'azione da parte di chi ha già un curriculum costellato di precedenti penali ma anche di partecipazioni a manifestazioni della destra estrema. Hanno dai 20 ai 38 anni e vivono nella zona di Casalotti: sono cinque. Ieri pomeriggio, polizia e carabinieri hanno bussato alle porte di alcune delle loro abitazioni, sottoponendole a perquisizioni, d'intesa con il pm, Eugenio Albamonte. Determinante il contributo dei ragazzi feriti: da subito hanno fornito dettagli fondamentali per rintracciare gli aggressori. Dai tatuaggi (un numero 4 in caratteri romani), fino al taglio di capelli e ai tratti salienti del volto. Zero reticenze, da parte di David Habib e Valerio Colantoni: il primo ferito da una testata al naso, il secondo da una bottigliata al sopracciglio.

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FONDAMENTALI I VIDEO
Ma determinanti sono state anche i video catturati dalle telecamere di sorveglianza degli esercizi della zona: in uno di questi si vedono chiaramente i 10 avvicinarsi al gruppetto, parlottare con loro e, infine aggredirli. Uno degli identificati è Matteo Mecucci (classe 1998), già noto alle forze dell'ordine per i fatti di piazza Cavour del 2016. Il ragazzo, la sera del 14 ottobre, secondo gli inquirenti, partecipò alla rissa nella quale venne ferito un 16enne di Primavalle: insieme a lui altri coetanei di destra, suoi amici e frequentatori della piazza luogo di ritrovo degli estremisti di Roma Nord. Piazza sulla quale, come anticipato da Il Messaggero, si sono da subito concentrate le attenzioni della polizia. Secondo gli investigatori, Mecucci avrebbe fatto parte del branco dei dieci, a Trastevere, ma non avrebbe partecipato al pestaggio (sul braccio destro ha alcuni tatuaggi molto visibili). Ma le forze dell'ordine hanno anche bussato alla porta di casa di Marco Ciurleo: in quanto coordinatore del Blocco, ha partecipato a numerose manifestazioni di CasaPound (anche non autorizzate) e ha precedenti per motivi di ordine pubblico. Un volto ben noto alla Digos e al Nucleo Informativo dei carabinieri, visto che ha precedenti per danneggiamento, interruzione di pubblico servizio, e resistenza a pubblico ufficiale: è lui, secondo gli inquirenti, ad aver sferrato la testata ad Habib. A colpire con la bottigliata Valerio Colantoni, sarebbe stato Matteo Vargiu, classe ’96, anche lui con numerosi precedenti, e sottoposto a Daspo.  Anche Stefano Borgese, classe 1981, è vicino agli ambienti della destra estrema capitolina: lavora come parrucchiere nella zona di Casalotti e quella sera era a Trastevere per festeggiare il suo addio al celibato: sarebbe stato lui a fomentare l'aggressione. E poi Alex Muratori, classe ’96, militante di Casapound, con precedenti per lesioni e violenza privata. Le perquisizioni realizzate dalla Digos e dai carabinieri, presso le abitazioni dei 4 aggressori, hanno consentito di trovare gli indumenti utilizzati durante la notte del 16 giugno, e una serie di segni distintivi, emblematici dell’appartenenza dei soggetti agli ambienti della destra di Blocco Studentesco e Casa Pound.  A breve potrebbero arrivare nuovi indagati: l'esame delle immagini è ancora in corso e devono esserci altri riscontri prima di poter convocare gli altri sospettati.

Tra i primi a commentare con favore l'identificazione dei quattro responsabili dell'agguato, c'è il ministro dell'Interno, Matteo Salvini: «Gli altri chiacchierano, ministero e Forze dell'Ordine fanno i fatti. Felice che la polizia abbia identificato alcuni dei presunti aggressori di Roma, che avevano malmenato un gruppo di giovani con la maglietta del cinema America. Nessuna tolleranza per i violenti». Ma anche i quattro ragazzi aggrediti hanno voluto ringraziare le forze dell'ordine: «Ci siamo impegnati con tutte le nostre forze ed energie per il riconoscimento chi ci ha aggredito la scorsa notte a Trastevere, collaborando di minuto in minuto con polizia e carabinieri. Siamo orgogliosi del nostro paese e della risposta che ha dato a chi pensa di poter affermare le proprie idee con l'utilizzo della violenza, che condanniamo in ogni sua forma». Valerio Carocci, leader dell'America, dice: «Questi ragazzi sono degli eroi, dovremmo tutti esser loro grati. Non hanno avuto paura, ma hanno deciso di denunciare gli aggressori collaborando con le forze dell'ordine».

INSULTI SUI SOCIAL
Sempre ieri, intanto, sui social sono apparsi dei post choc, firmati dagli antagonisti, contro i ragazzi dell'America: «Imparate a difendervi. Smettete di piangere. E soprattutto non andate in Questura». Il tutto corredato dall'hashtag: Iostoconipicchiatori. «Commento politico sull'aggressione ai ragazzi: poche ve ne hanno date», scriveva un altro esponente dei centri sociali romani. Deliri, prontamente sommersi dall'ondata di solidarietà che si è riversata su questi giovani affamati di giustizia.
 

Ultimo aggiornamento: 18:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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