Cinema America nel degrado, sopralluogo del Mibact: ​«Va messo in sicurezza»

Martedì 4 Febbraio 2020

Cinema America, un passo verso il recupero dopo il crollo di una vetrina e lo stallo nel destino di un edificio legato alla vita culturale della capitale. La Soprintendenza speciale Archeologia belle arti e paesaggio di Roma ha effettuato in mattinata un sopralluogo al Cinema America a seguito del quale ha inviato una lettera alla proprietà invitandola "a provvedere immediatamente a mettere in atto tutte le misure a salvaguardia dell'integrità materiale del bene stesso e a rimuovere qualsiasi situazione di rischio".

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Il sopralluogo, spiega una nota, è stato disposto dalla soprintendente Porro dopo il crollo di una vetrina ornamentale dell'edificio che, solo dieci giorni fa, era stato riconosciuto dal ministero guidato da Dario Franceschini di interesse culturale e quindi vincolato ai sensi dell'articolo 10, comma 3, lettera d) del codice dei beni culturali.
 

Le motivazioni del nuovo vincolo, firmato in data 24 gennaio 2020 dal direttore generale Galloni, indicano il "Cinema America come una significativa e rara testimonianza di un momento ben preciso della relazione tra la storia dell'evoluzione della tecnica cinematografica e la storia dell'arte e dell'architettura, in particolare con la messa a punto della tipologia architettonica del cinema monosala legato al fenomeno della fruizione cinematografica popolare, nonché dello stretto connubio, spesso presente in tale tipologia, tra arte e architettura nei suoi apparati decorativi pertinenziali". 

"Accogliamo con enorme entusiasmo la notizia dell'apposizione del nuovo vincolo di interesse culturale sullo storico Cinema America di Trastevere, progettato dall'architetto Angelo Di Castro. E' stata definitivamente scongiurata ogni possibile riconversione e demolizione. Ringraziamo il ministro Dario Franceschini per la grande attenzione che ha sempre dimostrato per la tutela dei luoghi della cultura del nostro Paese, in particolare delle sale cinematografiche, e non possiamo che complimentarci per il lavoro portato avanti dalla soprintendente Daniela Porro e dal direttore generale Federica Galloni". Così Valerio Carocci, presidente dell'associazione Piccolo America.
 

 

"L'intervento di messa in sicurezza richiesto dal Mibact alla società Progetto Uno Srl, proprietaria dell'immobile, oltre che nell'osservanza del codice dei beni culturali e della sicurezza pubblica - aggiunge - deve essere effettuato nel rispetto di tutti i cittadini e commercianti della via, che hanno il pieno diritto di poter vivere e lavorare in un tessuto urbano dignitoso. Il ministro Franceschini ha stanziato un fondo di venti milioni sull'anno 2020 per la riattivazione delle sale storiche dismesse, che consente di ottenere fino a due milioni di euro per la riapertura di una singola struttura. Sono gli stessi fondi con cui noi stiamo ridando vita al Cinema Troisi. Auspichiamo che anche la Progetto Uno Srl partecipi al bando e restituisca questo gioiello dell'architettura Anni 50 a tutti i cittadini. D'altronde se avesse voluto vendere appartamenti avrebbe dovuto comprare appartamenti, e se avesse voluto far parcheggiare automobili, avrebbe dovuto comprare un parcheggio. Invece ha comprato un cinema e un cinema puo' riaprire, a maggior ragione ora che e' un bene d'interesse culturale".

Carocci conclude dicendo che "il nostro sogno rimane che lampada del proiettore del Cinema America torni a illuminare la sua grande sala e le sue settecento poltrone rosse".

Ultimo aggiornamento: 19:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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