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Ciak, si gira. Ora il Lazio è tutto un set

Ciak, si gira. Ora il Lazio è tutto un set
di Giampiero Valenza
4 Minuti di Lettura
Sabato 25 Giugno 2022, 07:25

Ciak, si gira. Negli anni Cinquanta con Vacanze Romane si consacrò nei cinema di tutto il pianeta la bellezza della Capitale: immortali le immagini di Gregory Peck e Audrey Hepburn in sella alla Vespa tra Trinità dei Monti, via dei Fori Imperiali e la Bocca della Verità. Oggi Roma non è più sola: c’è tutto il Lazio a sostenere la magica industria del cinema che continua a far sognare. Lo dimostrano i numeri: tra il 2016 e il 2022 la Regione, tramite la sua società Lazio Innova, ha promosso sette bandi a sostegno dell’audiovisivo, mettendo sul piatto 60,6 milioni di euro per portare nelle cinque province le coproduzioni internazionali. In totale tra film, serie tv, documentari, film di animazione, sono 154, fino ad oggi, le opere cofinanziate dal bando Lazio Cinema International.

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Il lavoro, frutto dell’attività creativa non solo dei registi ma anche di decine di altre figure professionali, ha portato in Regione 220 case di produzione straniere di 33 Paesi del mondo (Francia, Belgio, Germania e Spagna in testa), con notevoli effetti sull’economia. I Comuni più piccoli, si trovano le troupe che, per giorni, accendono i riflettori anche nei borghi meno conosciuti ma dagli scorci più suggestivi e caratteristici. Dal litorale all’Appennino, si sceglie l’Italia e il Lazio per raccontare storie sul grande e sul piccolo schermo. 


I PREMI
Gli effetti di tutto questo impegno si vedono anche nel riconoscimento della critica: i film sostenuti dai sette bandi del Lazio hanno portato 437 nomination e 334 premi in Festival nazionali e internazionali. Come Pinocchio, per la regia di Matteo Garrone (girato tra Ladispoli e Nettuno) che ha addirittura sfiorato l’Oscar con due nomination alla 93esima edizione. Quest’anno, per i David di Donatello, invece, sono stati 28 i film in concorso cofinanziati da Lazio Cinema International, otto dei quali ammessi in finale: 28 le nomination e nove le statuette vinte. E ai recentissimi Nastri d’Argento, assegnati lo scorso 20 giugno, le coproduzioni made in Lazio hanno incassato un bottino composto da 12 premi e 26 candidature. 


LE LOCATION
Che siano rievocazioni storiche, film d’amore, drammatici, poco importa: ogni film, nel Lazio, ha la sua location perfetta. Per ricostruire gli ambienti della Roma del Seicento, per L’Ombra di Caravaggio di Michele Placido, sono state scelte le location tra la Tuscia, i Castelli e la Capitale per raccontare di Papa Paolo V e della sua scelta se concedere la grazia a Michelangelo Merisi, il geniale e ribelle artista autore di alcuni tra i più bei quadri del mondo, reo di aver assassinato un uomo durante una rissa. 
A Roma rivivono al cinema quartieri come Testaccio, Pigneto, Garbatella, ma anche il Parco dell’Appia Antica, le Terme di Caracalla, Villa Borghese, San Lorenzo, e aree più periferiche come Forte Bravetta. Nell’hinterland, invece, le telecamere sono arrivate ad Anguillara Sabazia, al Castello Odescalchi di Bracciano, a Cesano, a Palazzo Chigi di Ariccia, a Villa Aldobrandini a Frascati, alla Solfatara di Pomezia. La serie tv Sky, Romulus, ambientata prima della fondazione di Roma, è stata girata tra le grotte di Bellegra, della Cecchignola e di Trigoria e alla Riserva Naturale di Canale Monterano. Nella Tuscia molto gettonati il Parco di Bomarzo, la Faggeta del Monte Cimino, Sutri, Castello Ruspoli a Vignanello, il centro di Tarquinia. In Sabina, invece, i riflettori e le telecamere si sono accese a Castel di Tora, alla Riserva naturale regionale Monte Navegna e Monte Cervia e all’Abbazia di Farfa a Fara in Sabina. Nel Basso Lazio, le riprese dei film nazionali e internazionali hanno toccato Aprilia, Latina e il Parco del Circeo e, in Ciociaria, le grotte di Collepardo, Alvito, Arpino, la Valle di Comino, Vicalvi, Fiuggi e Sora. 
 

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