Chiara Insidioso Monda, danni cerebrali dopo le botte del compagno. La mamma: «Non troviamo una struttura adeguata»

Martedì 11 Agosto 2020 di Enrico Chillè
Chiara, massacrata dal compagno. La mamma: «Ha bisogno di una struttura adeguata da anni ma non riusciamo a trovarla»

Un appello disperato e rilanciato ormai da troppo tempo, quello dei genitori di Chiara Insidioso Monda. Questa ragazza di Roma, all'epoca appena 19enne, era stata massacrata di botte dal compagno, Maurizio Falcioni, restando in coma per quasi un anno e riportando gravissimi danni cerebrali. Oggi, a sei anni di distanza da quella tremenda aggressione, Chiara non è ancora autosufficiente ed ha bisogno di assistenza continua, ma non riesce a trovare una struttura adeguata per la sua riabilitazione.

Chiara Insidioso, massacrata di botte: condanna definitiva a 16 anni per l'ex compagno

Per questo motivo, Leggo ha deciso di raccogliere i continui appelli di papà Maurizio e mamma Danielle, che dopo aver lottato per avere giustizia, da troppo tempo cercano una sistemazione adeguata per Chiara. Sono passati ormai quasi tre anni dalla condanna definitiva di Maurizio Falcioni, che aggredì Chiara nel 2014 nella sua abitazione di Casalbernocchi, ma quella vicenda sembra essere finita nel dimenticatoio. Non può essere così, c'è una famiglia che non ha avuto la giustizia sperata (Falcioni era stato condannato in Cassazione a 16 anni, dopo che in Appello era giunto uno sconto di pena di quattro anni rispetto al primo grado) e che oggi ha bisogno di essere aiutata dalle istituzioni nell'assistenza a Chiara, che ha un'invalidità permanente e deve ancora seguire un lungo e delicato percorso di riabilitazione.

A Danielle, la mamma di Chiara Insidioso, abbiamo chiesto gli ultimi aggiornamenti sulla situazione della figlia.

Come sta Chiara?
«Fisicamente sta bene, lei ricorda tutto e capisce tutto, ma non riesce a parlare. Mia figlia capisce due lingue, l'italiano e l'olandese, e ha studiato il tedesco. Potrebbe fare progressi con la fisioterapia e la logopedia, ma ha bisogno di una riabilitazione completa e costante. È giù di morale perché si trova in una struttura per pazienti in stato vegetativo o disabili dalla nascita, la Casa Iride dell'associazione Risveglio Onlus, mentre lei è uscita dal coma il 4 gennaio 2015. Inoltre, da mesi, non è possibile ricevere visite e lei si annoia un po' a stare da sola con gli infermieri. L'ho vista amareggiata e arrabbiata. Proprio oggi sono quattro anni che Chiara alloggia a Casa Iride».

Qual è la situazione attuale di Chiara? Come procede la sua riabilitazione?
«Il problema è che non riusciamo a trovare una struttura adeguata alle sue necessità non solo nel Lazio, ma in tutta Italia. Chiara ha bisogno di costanti sedute di fisioterapia e logopedia, servirebbe una struttura per pazienti che hanno avuto lesioni, emorragie, ictus e incidenti, ma con alloggio fisso. Invece, in queste strutture, il paziente viene dimesso dopo nove mesi per far entrare altri. La Asl di competenza e Casa Iride hanno detto al papà di Chiara di trovare un'altra struttura, lui ha risposto che sono loro a doversene occupare. Comunque, la Asl si è attivata tre settimane fa per risolvere il nostro problema, sembra che non ci siano strutture adeguate per Chiara in Italia ed è per questo che faccio un appello: dobbiamo trovare una struttura che si prenda a cuore Chiara, per farla stare più tempo possibile. Purtroppo al momento Chiara è ospite di Casa Iride solo di giorno ma avrebbe bisogno di essere seguita 24 ore su 24».

Di cosa avrebbe bisogno Chiara?
«Purtroppo al momento Chiara è ospite di Casa Iride solo di giorno ma avrebbe bisogno di essere seguita 24 ore su 24, in sei anni ha fatto solo una volta un periodo di 11 mesi in un centro adeguato di riabilitazione giornaliera, ma una volta finito quel percorso ci siamo ritrovati con lo stesso problema. Nel centro che la ospita c'è soltanto un lettino e a Chiara servirebbero sedute più intense di fisioterapia e logopedia. Speriamo che la situazione possa sbloccarsi, ma è molto difficile».

Vi sentite più traditi dalle istituzioni per lo sconto di pena a Falcioni o abbandonati per questa situazione?
«In questo momento prevale assolutamente il senso di abbandono. Mia figlia è ancora viva nonostante quello che le sia accaduto, nessuno deve dimenticarsi di lei».

Ultimo aggiornamento: 10:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA