Lo chef Oliver ai Servizi sociali: lo avevano sorpreso ubriaco al volante

Mercoledì 5 Giugno 2019 di Adelaide Pierucci
Condanna a centocinquanta ore, da scontare mettendosi a disposizione dei servizi sociali, per lo chef pluristellato Oliver Glowig. Se per servire prelibatezze ai poveri o assistere altre categorie deboli, è l’unico dettaglio da definire nella pena inflitta ieri dal gup Andrea Fanelli al famoso cuoco tedesco paladino della cucina italiana nel mondo, accusato di essere stato fermato, nel novembre del 2016, mentre guidava in stato di ebbrezza. La pattuglia del commissariato Esposizione che lo aveva fermato alle due e mezza di notte nelle vie dell’Eur alla guida della sua Bmw, dopo i due alcol test di rito, aveva contestato un tasso cinque volte la soglia minima tollerata. Il provvedimento è stato deciso in appello dal gup, dopo il decreto di condanna emesso in primo grado dal gip Giuseppina Guglielmi, che aveva invece inflitto al famoso cuoco il pagamento di una ammenda di 15.700 euro, in sostituzione di sei mesi di arresto.

Un incidente di percorso che non inciderà sul curriculum gioiello dello chef, due stelle Michelin e vincitore di una sfilza di riconoscimenti internazionali. L’ultimo riservatogli dalla guida Roma 2018 del Gambero Rosso, che lo ha insignito del premio per la novità dell’anno per “La Tavola, Il Vino e La Dispensa” gestito in prima persona fino a marzo al mercato centrale di Roma al Termini. Lo chef Oliver in quel periodo si divideva tra l’originale locale alla stazione e il “Barrique”, nella Tenuta Poggio Le Volpi a Monte Porzio Catone, dove da anni offre piatti d’alta cucina presentati nelle sale sofisticate di un locale ottocentesco. Spetterà ora all’Ufficio esecuzioni pene stabilire dove e quando far scontare all’ambasciatore della cultura gastronomica italiana nel mondo, dal Canada al Bahrein, le 150 ore a disposizione dei servizi sociali, la condanna stabilita per aver guidato in stato di ubriachezza. Colpa del vino, pare.
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