ROMA

Roma, centro deserto ma più sporco: gabbiani e topi tra l’immondizia

Giovedì 26 Marzo 2020 di Francesco Pacifico

Le uniche code si trovano davanti ai supermercati e agli uffici postali. Ma in un Centro storico praticamente vuoto, con la gente chiusa in casa per non farsi contagiare dal coronavirus, a farla da padroni sono ormai i gabbiani e i topi. Che alla ricerca di cibo assalgono i cestini della spazzatura e i secchioni dell’immondizia. E che non si sono certi fatto intimidire dalla sanificazione avviata ieri nel primo Municipio da Ama con otto autobotti per spruzzare liquido igienizzante. 

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La scena si ripete in varie parti nel cuore della Capitale - a largo Argentina, nei pressi di San Pietro, nel piazzale dei Cinquecento e dalle parti della stazione Termini - ed è sempre la stessa alle prime ore dell’alba come nel pieno pomeriggio: i gabbiani, inferociti e famelici, planano sui cestini di plastica e li fanno a brandelli con il loro becco appuntito. Subito dopo tocca a piccioni e topi arrivare per cercare di arraffare qualcosa da mangiare. E spesso scattano, come nelle venationes degli antichi romani, anche combattimenti tra specie animali diverse. Che durano anche pochi secondi, rendendo tutto il contorno ancora più squallido. E che soprattutto hanno come effetto quello di lasciare cumuli e cumuli di rifiuti sparsi per strada. E che restano lì prima che gli addetti dell’Ama passino per ripulire e per cambiare il sacchetto di plastica del cestino.

Negli scorsi mesi da più parti - compreso il vecchio management della municipalizzata - si sono fatte pressioni sul Comune per sostituire gli attuali cestini dai lunghi sacchi di plastica con strutture esteticamente più resistenti e più consone al Centro di Roma. Un modello più funzionale alla causa fu anche mostrato alla cittadinanza e alla stampa dalla sindaca Virginia Raggi, ma poi non se ne fece nulla: vuoi per le esigenze di sicurezza contro i rischi del terrorismo (meglio i sacchi trasparenti), vuoi per i dubbi di natura estetica della Sovrintendenza. Ma oltre agli assalti dei gabbiani nelle piazze storiche, il Centro ieri sembrava molto più sporco del dovuto anche in altri punti, nonostante non ci siano turisti in giro e la stragrande maggioranza delle attività commerciali sia chiusa per ottemperare ai decreti del governo. Dietro alcune fioriere, a pochi metri dal chiostro del Bramante, c’erano non pochi sacchetti nascosti dietro alcune fioriere. Una piccola discarica con bustoni pieni di scarti alimentari e materiale da lavoro è invece sorta tra due macchine a piazza Nicosia, di fronte allo storico palazzo che un tempo ospitava la Democrazia cristiana romana.

A pochi passi da Fontanella Borghese è stato lasciato un motorino, forse rubato o forse, più semplicemente, rimasto a secco di benzina o con la batteria scarica. Cartoni, poi, lasciati un po’ ovunque davanti alle saracinesche abbassate di bar e ristorante, sperando che a portarli via siano gli addetti delle aziende che curano la raccolta delle utenze non domestiche. Quella finita nel mirino della trasmissione “Le Iene” e della magistratura romana. Secondo alcuni residenti la sporcizia del Centro è dovuta anche una riduzione prevista da Ama - e sempre legata all’emergenza coronavirus - degli uomini destinati agli “squaletti” per raccogliere la differenziata con il “porta a porta”. Risultato? Il centro della Città eterna resta sporca anche quando è praticamente deserto.

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