ROMA

Roma, in Centro elezioni per 160mila. Gli scrutatori mettono i guanti

Domenica 1 Marzo 2020 di Lorenzo De Cicco
La fase di preparazione dei seggi elettorali nell’istituto Settembrini di via del Lavatore
Oggi si vota nel cuore di Roma, in palio c’è un seggio alla Camera dei deputati, ma la prima sfida è l’affluenza: difficile, se non impossibile, “bissare” il dato delle politiche del 2018, quando si presentò ai seggi il 73,8% dei 159.814 cittadini che avevano diritto al voto. Stavolta l’asticella - stando alle previsioni che circolano in tutti i comitati - sarà molto più bassa. «Sarà un buon risultato se si arriverà a 30-40mila elettori», dicono quasi tutti. Un po’ perché la competizione ha naturalmente meno appeal rispetto all’appuntamento del 4 marzo di due anni fa, quando ovviamente l’attenzione era molto più alta, dato che si votava in tutto lo Stivale. Un po’ per via dell’effetto coronavirus, che come temono in tutti gli schieramenti, rischia di scoraggiare la fetta di elettorato meno appassionata. Tant’è: dalle 7 alle 23 nel collegio “Roma 1” della Camera aprono i seggi elettorali per scegliere il successore di Paolo Gentiloni, che ha lasciato lo scranno di Montecitorio dopo la nomina a commissario Ue.

In lizza sono in 7: il centrosinistra schiera il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, appoggiato da Pd, Italia Viva, Sinistra e Articolo 1. Il centrodestra punta sul meloniano Maurizio Leo, ex vicepresidente della Commissione Finanze della Camera ed ex assessore al Bilancio del Campidoglio dal 2009 al 2011. Il Movimento 5 Stelle si affida all’attivista Rossella Rendina. Gli altri candidati: Marco Rizzo per il Partito Comunista; Mario Adinolfi per il Popolo della Famiglia; Luca Maria Lo Muzio Lezza per Volt; Elisabetta Canitano per Potere al Popolo.

Il collegio Roma 1 della Camera comprende tutto il municipio del Centro storico, più pezzi di altre circoscrizioni: i quartieri coinvolti dalle elezioni vanno dalla Balduina a Castro Pretorio, passando per Trastevere, Testaccio, l’Esquilino, il Celio e ancora il Flaminio, Prati, Borgo Pio, il quartiere della Vittoria. Un territorio dove vivono 216mila persone, di cui 160mila elettori. 

«Ai seggi hanno distribuito i guanti monouso: non sono obbligatori per gli scrutatori, ma potranno essere utilizzati da chiunque voglia metterli», spiegava ieri sera Marco Castelli, presidente della sezione “2106” all’istituto Settembrini, in via del Lavatore, a due passi da Fontana di Trevi. «Non ci hanno dato altre indicazioni particolari, come mascherine o protezioni. L’unico invito è stato quello di appendere i consigli per l’igiene che già stanno circolando in tanti luoghi: lavarsi le mani, tossire nel gomito, evitare contatti con chi ha sintomi influenzali». Qualcuno, nel Pd, come Stefano Pedica, addirittura chiedeva che «a tutti gli scrutatori e presidenti venga consegnato un kit anti-coronavirus con mascherine, guanti e gel disinfettante».

Non solo per l’effetto virus, si teme un’affluenza molto ridotta. Va detto che già negli ultimi anni, ai voti locali in alcuni municipi sciolti anzitempo, come nel distretto di Garbatella o in quello di Montesacro, la partecipazione è stata molto bassa: in queste due circoscrizioni, a giugno 2018, si è presentato ai seggi un elettore su quattro. L’ultimo precedente, per quanto riguarda le “suppletive” del Parlamento, è quello di Napoli: si è votato una settimana fa nel collegio per il Senato e ha votato soltanto il 9,5% degli aventi diritto. © RIPRODUZIONE RISERVATA