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Roma, Castel Romano, rapine e sassaiole sulla Pontina: blitz al campo nomadi

Roma, Castel Romano, rapine e sassaiole sulla Pontina: blitz al campo nomadi
di Moira Di Mario
3 Minuti di Lettura
Venerdì 31 Gennaio 2020, 12:27

Controlli a tappeto all’interno del campo rom di Castel Romano, l’insediamento capitolino a ridosso della Pontina. I carabinieri di Pomezia, in collaborazione con la polizia locale di Roma Capitale, hanno passato sotto la lente d’ingrandimento il Villaggio della Solidarietà sequestrando una decina di auto che, sebbene di proprietà dei residenti, erano tutte senza assicurazione. Arrestato e trasferito nell’istituto penale di Casal del Marmo un minorenne. Al setaccio anche le persone ai domiciliari e all’obbligo di firma. Controllati infine quasi 200 abitanti del campo nomadi. Un’operazione quella di ieri che segue l’altra simile svolta un paio di settimane fa quando carabinieri, agenti urbani e Polizia di Stato all’interno del campo trovarono anche materiale sospetto, verosimilmente refurtiva di alcuni colpi. 

Pontina, ancora sassi sulle auto dal campo rom: «Nessun controllo sulla zona»

A metà gennaio il gruppo interforze sequestrò e fece portare via dal carroattrezzi una ventina tra automobili e furgoni. Anche in quel caso si trattava di mezzi di proprietà degli abitanti, ma senza assicurazione. I controlli, che proseguiranno anche nelle prossime settimane, cercano di essere un deterrente ai continui roghi tossici di carcasse di auto e di tonnellate di spazzatura che tengono impegnati per ore i vigili del fuoco. Vogliono essere anche un freno ai lanci di oggetti e alle sassaiole contro le auto in transito sulla Pontina. Come quella della settimana scorsa che aveva colpito il parabrezza di un’auto. Il conducente era rimasto miracolosamente illeso e dopo lo choc aveva presentato una denuncia per lesioni e tentato omicidio, puntando il dito anche contro il Comune di Roma che ritiene sia corresponsabile di quanto accade all’interno del Villaggio della Solidarietà. 
 

 


L’ennesima aggressione che ha spinto la Lega di Pomezia a chiedere la convocazione urgente di un consiglio comunale straordinario. «Dal campo rom – dicono i consiglieri Fabio Fucci (ex sindaco pentastellato ndr), Saverio Pagliuso, Emanuela Pecchia e Massimo Abbondanza - ogni giorno ci si deve aspettare il peggio. Non bastavano gli incendi ed i roghi tossici che ormai sono all’ordine del giorno e che stanno avvelenando l’area, non bastavano il degrado e l’illegalità diffusa dentro e fuori dal campo, ora si sono intensificati anche i lanci di sassi contro i veicoli in transito sulla Pontina. La situazione ormai è intollerabile e cittadini ed automobilisti sono spaventati ed esasperati. Non bastano più gli appelli e le rassicurazioni dei sindaci di Roma e Pomezia, che finora non sono stati in grado nemmeno di intavolare un confronto con la Prefettura ed il ministero dell’Interno per ottenere uomini, mezzi e strumenti per arginare l’illegalità che regna tra gli abitanti del campo. Noi della Lega – concludono – vogliamo che la massima assemblea cittadina discuta immediatamente delle gravi ricadute sulla sicurezza. Il sindaco e il presidente del consiglio comunale non accampino scuse e ci consentano subito di confrontarci sulle soluzioni». Il primo cittadino di Pomezia, il pentastellato Adriano Zuccalà, una quindicina di giorni fa era tornato a sollecitare un tavolo di confronto con le istituzioni per un osservatorio sulla sicurezza, mentre l’associazione 21 luglio non aveva esitato a definire il Piano Rom della sindaca di Roma Virginia Raggi «un fallimento che non poteva funzionare», dice Carlo Stasolla, presidente della 21 luglio.

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