ROMA

Roma, raid Casamonica al Roxy Bar: «Ho fatto solo il mio dovere, ma ora vivo peggio»

Martedì 26 Febbraio 2019 di Rosalba Emiliozzi
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Roxana Roman, nel bar della Romanina, è la «mamma coraggiosa» che tutti guardano con rispetto. «Un esempio», dice un avventore romeno, che siede con altri connazionali fuori dalla veranda che dà su una strada anonima con le luci fioche, nella periferia di Roma. Una ex zona industriale alle estremità della Capitale infestata di ville e case abusive.

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Mamma Roxana, 35 anni, di origine romena, ieri ha staccato di corsa dal lavoro - in quel bar da film felliniano dove apre alle 5 e mezzo del mattino - ed è andata dalla figlia di 5 anni. «La devo portare a danza, se ho un minuto libero sto con loro, con i miei due figli». Ha anche un maschietto più grande.

Come si sente? La condanna ad Antonio Casamonica è arrivata soprattutto grazie a lei, alla sua determinazione a denunciare l'aggressione subita nel suo bar.
«Io e mio marito Marian non vogliamo dire nulla, solo ribadire che la giustizia ha fatto il suo corso, quello che doveva succedere è successo».

Sette anni di condanna.
«Normale, doveva andare così».

Si ritiene soddisfatta dalla sentenza?
«Certo, perché è successo il giusto, ciò che ci aspettavamo».

Roxana si è costituita parte civile al processo. Ed ha subito più di quattromila euro di danni nel suo Roxy Bar saccheggiato da un Casamonica e tre appartenenti al clan Di Silvio. Riceverà anche un risarcimento danni?
«Per ciò che ho capito sì, ma l'importante - lo voglio dire con chiarezza - è che sia stata fatta giustizia per quello che è successo, è ciò che mi interessa di più. Poi è giusto che siano loro a pagare i danni».

Lei a Roma, ma anche in Italia, è diventata un simbolo, soprattutto per le donne. Ha ricevuto attestati di solidarietà?
«Sì, le persone sono state vicino a me e Marian, ma in silenzio».

Nel cuore c'è ancora l'emozione per il conferimento da parte del presidente Mattarella dell'onorificenza al Merito della Repubblica. Lei è uno dei 33 eroi italiani del 2018.
«Lo ripeto, non mi sento un'eroina, ho fatto ciò che dovevo fare, loro mi avevano distrutto il bar, non potevo stare zitta. Ora basta però, devo pensare a mia figlia, se ho tempo libero lo dedico a loro due» ripete e torna alla lezione di danza della bambina. È il marito Marian, 40 anni, a rispondere all'ultima domanda

Com'è la vostra vita?
«La nostra vita è cambiata per sempre. In meglio? Non credo, per noi no. Se abbiamo ricevuto minacce? No, minacce no, ma la nostra vita non è più la stessa».

Ultimo aggiornamento: 11:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA