ROMA

Roma, caos rifiuti, stop da Aprilia e Ama chiama i vigili urbani

Mercoledì 4 Settembre 2019 di Francesco Pacifico
Neanche con l’intervento della forza pubblica, ieri mattina, Ama è riuscita a scaricare i suoi rifiuti all’impianto Tbm (Trattamento biologico meccanico) Rida di Aprilia. Da tempo è in corso un duro braccio di ferro tra la municipalizzata e l’azienda guidata da Fabio Altissimi, che ha un contratto per smaltire 2mila tonnellate di indifferenziato a settimana e invece, nell’ultimo periodo, non ne accetta più di 350, giustificandosi che con l’apertura del solo termocombustore di San Vittore, fatica a smaltire gli scarti.


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Fatto sta che ieri mattina, ad Aprilia, due ispettori dell’Ama si sono presentati davanti alla sede di Rida accompagnati dai vigili urbani, sperando di poter conferire i rifiuti presenti sui suoi camion, forti dell’ordinanza regionale che impone agli impianti del Lazio di trattamento di prendere quanta più immondizia possibile dalla Capitale. Ma neanche di fronte alla forza pubblica, i dirigenti dell’azienda di Aprilia hanno ceduto, spiegando alla municipale che l’impianto - stando alle normative regionali - deve limitare la sua attività se fa fatica a smaltire gli scarti. Un diniego che ha spinto poi la dirigenza di Ama, sempre nella giornata di ieri, a presentare un esposto ai carabinieri e scrivere un’informativa destinata al Comune di Roma, alla Regione Lazio e alla procura della Repubblica sul comportamento di Rida. E tutto fa pensare che si andrà verso un contenzioso.
Proprio l’atteggiamento di Rida - anche senza citarla - è stata stigmatizzato dall’ad di Ama Paolo Longoni che, sentito ieri commissione capitolina Trasparenza, l’ha accusata di «metterci in una situazione di prospettica difficoltà», perché «si rifiuta di ricevere i quantitativi contrattualizzati». Quindi, ha ammesso che «se continuerà questa situazione», avremo «una probabile criticità nelle prossime settimane». Da settembre a fine anno Roma deve trovare dove portare circa 45mila tonnellate di rifiuti.
 
All’assemblea del prossimo 27 settembre Ama approverà il bilancio 2017, chiuso con una perdita di 137 milioni di euro, che però, stando a Longoni, «non avrà nessun riflesso sui cittadini di Roma». Numeri, ha spiegato l’ad, che non saranno diversi nel consuntivo del 2018, al quale si sta già lavorando e che sconteranno anche le svalutazioni del Tmb di Salario bruciato lo scorso dicembre (in base al risarcimento e agli oneri per la ricostruzione potrebbe sfiorare i 10 milioni di euro) e delle cartelle Tari rottamate con i provvedimenti di pace fiscale. Longoni non esclude il desiderio di voler comprare Tmb presenti nel Lazio (e ne avrebbe parlato già con la Raggi) e sta lavorando a spending review per tagliare le localizzazioni passive (13 milioni di euro all’anno) e i contratti fornitura come quelli per il ritiro degli ingombranti, che valgano quasi 70 milioni all’anno.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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