Caffè Greco, sospeso lo sfratto esecutivo: «Luogo di rilevanza storica»

Martedì 10 Dicembre 2019
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L'ottava sezione civile della Corte d'Appello di Roma ha accolto con un'ordinanza il ricorso per la sospensiva della sentenza di sfratto dell'Antico Caffè Greco. L'ordinanza è stata emessa «considerato che nel caso di specie è ravvisabile il gravissimo danno, derivante alla parte appellante dall'esecuzione della sentenza impugnata, che comporterebbe la cessazione dell'attività svolta dalla società Antico Caffè Greco in un immobile di particolare rilevanza storica, culturale e turistica, con verosimili ripercussioni anche sul piano occupazionale».

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Nella «valutazione dei contrapposti interessi», si ravvisano quindi per la Corte d'Appello di Roma «le condizioni per accedere alla richiesta di inibitoria» e per questo motivo viene disposta la sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza impugnata. La Corte d'Appello ha rinviato la causa «all'udienza di discussione del 21 gennaio 2021 ore 11, con termine per note illustrative fino a dieci giorni prima».

«Siamo soddisfatti per la decisione della magistratura di sospendere l'esecutività dello sfratto fino al 2021. La Corte d'Appello ha infatti riconosciuto che lo sfratto avrebbe comportato la cessazione dell'attività storica tutelata anche dal Ministero dei Beni culturali, nonché messo rischio circa 40 posti di lavoro. Antico Caffè Greco intensificherà i propri sforzi per raggiungere un accordo ragionevole e di reciproca soddisfazione con l'Ospedale Israelitico, proprietario delle mura, confermando la propria ampia disponibilità sempre dimostrata, al fine di preservare un luogo di cultura, arte e storia, divenuto un punto di attrazione per la città di Roma noto in tutto il mondo». Così all'Adnkronos Carlo Pellegrini, proprietario insieme alla moglie Flavia Iozzi dell'Antico Caffè Greco, in merito alla sospensione dell'esecutività dello sfratto decisa con un'ordinanza dalla Corte d'Appello di Roma.
 


Dipendenti e clienti. «Ce l'abbiamo fatta» sussurra alla proprietaria una cliente entrando al Caffè Greco. Sorridono tutti, mentre si festeggia la sospensione della esecutività della sentenza di sfratto dello storico locale di via dei Condotti, a due passi da Piazza di Spagna. La sospensione è funzionale alla successiva decisione del giudizio di Appello, la cui udienza è stata fissata per il prossimo 21 gennaio. Ma la tregua insperata in quella che si prospettava un'aspra battaglia tra il proprietario delle mura, l'Ospedale Israelitico, e il proprietario dell'attività, vale tutti i sorrisi di questa mattina. E non solo di Carlo Pellegrini e della moglie Flavia Iozzi.

L'amministratore delegato e la proprietaria, insieme ai loro avvocati, per ora non si sbilanciano, continuano a pagare il canone di locazione di 17 mila euro al mese e intanto prospettano l'eventuale acquisto delle mura: «ipotesi non così remota» dice la Iozzi. A tirare un grosso respiro di sollievo sono stati anche gli oltre 40 dipendenti della caffetteria, per i quali la sospensione della sentenza di sfratto è già una «vittoria». «A dicembre sono 4 anni che lavoro qui come cameriere - dice all'agenzia Adnkronos Andrea - Ho avuto paura di perdere tutto, ho una bimba in arrivo e non posso permettermelo. Siamo tutti assunti regolarmente, non è facile trovare un impiego simile di questi tempi e la proprietà delle mura non ci ha proposto alternative quando si ventilava l'ipotesi di ritrovarsi disoccupati. È una buona notizia, se non altro respiriamo un pò. Ultimamente i tempi tra un'ipotesi e l'altra di sfratto sono stati sempre più brevi e abbiamo avuto anche ansia nel lavorare».

«Lavoro qui da tre settimane come camiere - aggiunge Davide - mi sono laureato a ottobre in storia e in attesa di diventare professore mi mantengo così. Ho seguito la vicenda dello sfratto in televisione ma non ho percepito la paura. Il pericolo è scampato, per noi è una vittoria». «Se chiudono il Caffè Greco allora possono fare del Colosseo un albergo - dice invece Bogdan, romeno che da 5 anni lavora al Caffé Greco come manutentore - Ho avuto paura di restare senza una occupazione, ho tre figli a casa. Almeno per un altro anno possiamo stare tranquilli ma questo locale non può morire, è una delle poche attività storiche rimaste a Roma».

Ultimo aggiornamento: 21:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA