Roma, la rinascita della Caffarella: il Comune approva il piano ma il Mibact mette "i paletti"

Roma, la rinascita della Caffarella: il Comune approva il piano ma il Mibact mette "i paletti"
di Laura Larcan
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Venerdì 23 Ottobre 2020, 12:19 - Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre, 09:27

E la chiamano "rinascita". Il Comune annuncia l'ok ad un tesoretto da 1,6 milioni di euro per il piano di riqualificazione della Caffarella, "costola" preziosa e ricca di storia dell'Appia Antica che tanto ha sofferto di carenza della manutenzione, di atti vandalici, roghi, di scarsa sicurezza e aree di abbandono. Un parco però tanto bello e amato con i suoi ettari di verde, i monumenti millenari, la suggestione dell'agro romano incontaminato, da collezionare comunque appassionati comitati di quartiere e volontari (vedi il gruppo del Parkrun Caffarella). I fondi messi in campo dal Campidoglio serviranno a sostenere un piano di rilancio che passa, almeno sulla carta, per la realizzazione di nuove aree gioco, per il rifacimento dei percorsi, per la messa a dimora di alberi e piante, e l'installazione di cancelli e recinzioni.

Tutto bene? Non del tutto. Il procedimento del progetto, in realtà, è ancora in corso. Infatti, gli uffici tecnici del parco archeologico dell’Appia Antica (istituzione a gestione autonoma del Mibact che ha in consegna la tutela della Caffarella) non hanno avuto ancora l’opportunità di visionare il piano nella sua versione finale. In conferenza di servizio, mesi fa, i funzionari ministeriali responsabili avevano espresso un parere positivo definitivo, ma con una serie di prescrizioni. Il nodo riguardava soprattutto i materiali considerati «troppo impattanti» con cui si pianificava una nuova pavimentazione dei sentieri naturali della Caffarella: il piano del Comune prevedeva di installare il “levocell”, una miscela cementizia che avrebbe reso più compatte le stradine (tali da essere utilizzate all’occorrenza da automezzi). Soluzione bocciata dal parco archeologico dell’Appia Antica, salvo consentirla solo a ridosso degli ingressi al parco. In sostanza, il progetto approvato dalla Giunta con un finanziamento di 1,6 milioni di euro non è stato ancora condiviso, a fronte delle prescrizioni indicate, con il personale del Mibact. 

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Insomma, il Campidoglio "corre" a promuovere un progetto il cui procedimento sarebbe, invece, ancora in corso (come a dire che la campagna elettorale passa anche per la Caffarella). Dagli uffici del ministero dei Beni culturali avevano chiesto, sul fronte della tutela, anche interventi di manutenzione sui manufatti archeologici, ma al momento la "voce archeologia" non è contemplata dal piano che punta a concentrarsi sulla bonifica del verde. Erano stati sollecitati anche sopralluoghi tecnici congiunti per analizzare i punti chiave del progetto, in realtà mai organizzati. Comunque, qualcosa per la Caffarella si muove.

Dall'assessorato capitolino alle politiche del Verde annunciano che gli interventi riguarderanno la bonifica del verde, la messa a dimora di nuovi alberi e il rifacimento di numerosi percorsi, come i sentieri che conducono al casale di Vigna Cartoni, al casale della Vaccareccia e al casale di Vigna Cardinali. Nuovi cancelli carrabili saranno realizzati per gli ingressi di via Macedonia, via Appia e largo Tacchi Venturi. È prevista la sistemazione di alcune aree nei pressi degli accessi al parco tra cui l’entrata situata tra via Latina e via Bartoloni dove verranno inserite caditoie per un migliore deflusso dell’acqua piovana e sarà effettuata la stuccatura della pavimentazione in tufo.

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All’ingresso di via Centuripide saranno, inoltre, realizzate un’area cani e un’area gioco attrezzata con panchine e tavoli da picnic. L’area ludica nei pressi di via Latina sarà completamente sostituita con una nuova, sarà riqualificata quella di largo Tacchi Venturi e un nuovo percorso-rampa di circa 80 metri collegherà l’entrata di via Mondaini con il vicino spazio giochi. Il progetto prevede, tra l’altro, ulteriori opere di regimentazione delle acque piovane, la bonifica ambientale con rimozione di resti di baraccamenti ed amianto e la riqualificazione dell’area della chiesa di Sant’Urbano dove saranno effettuate opere di ingegneria naturalistica e piantumazione di essenze arbustive a sostegno del terrapieno su cui sorge l’edificio.

«L’intervento prevede numerose opere strutturali - spiega l’Assessora alle Politiche del Verde Laura Fiorini - con cui intendiamo tutelare un patrimonio ambientale che è anche un suggestivo esempio di agro romano costellato di siti archeologici. In particolare ne miglioriamo la fruizione». 

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