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Roma, Caffarella, stop roghi tossici e favelas: nel parco arriva la polizia a cavallo

Lunedì 21 Settembre 2020 di Alessia Marani
Polizia a cavallo tra i cittadini

Pattuglie della polizia a cavallo nei parchi della Capitale. Erano state annunciate già ai tempi dell’ex prefetto Paola Basilone nel 2017, all’indomani della serie di violenze subite dalle donne a Roma. Da oggi saranno impiegate anche per verificare l’esistenza di vecchi e nuovi accampamenti abusivi, di discariche di materiali di risulta o scarti accatastati pronti per essere bruciati. Dopo la nascita e la messa in rete dei comitati cittadini per dire «stop ai rochi tossici», il pattugliamento partirà nel grande parco della Caffarella, il polmone verde più vasto e vicino al Centro della città. Ma non per questo risparmiato dalla presenza di balordi e di chi mina l’ambiente e inquina l’aria della Capitale. Il parco è osservato speciale da parte del comitato “Caffarella no roghi” e sorvegliato speciale dalla Procura di Roma che ha messo su un pool di poliziotti del Commissariato Tor Carbone a cui si sono poi aggiunti i carabinieri della Forestale che hanno il compito di vigilare.

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Gli agenti sono riusciti più volte, avvisati quasi in diretta dal comitato che raccoglie e “rimbalza” tutte le segnalazioni di avvistamenti di roghi, a intervenire cogliendo sul fatto gli autori dei fuochi. Negli ultimi mesi, poi, si sono succeduti vari blitz e sgomberi di favelas cresciute a ridosso dei binari della ferrovia. «Ma i rom tornano e ricominciano», affermano i residenti. I comitati osservano sia dal lato San Giovanni-Appio Latino del parco, che da quello dell’Appia Antica fino alla Garbatella. Da oggi e per almeno tre giorni alla settimana, i poliziotti a cavallo pattuglieranno il parco riuscendo a raggiungere anche le zone meno accessibili. In questo modo avranno una visione più completa e potranno meglio mappare i potenziali pericoli. Già lo scorso anno, i residenti, ma anche le forze dell’ordine, avevano chiesto ai Municipi territorialmente competenti, VII e VIII, la realizzazione di una strada percorribile dai mezzi di polizia e di soccorso che “tagliasse” il parco, ma a oggi ancora non si è provveduto. 

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