Roma, lavori mai fatti e mancati controlli sulle buche: «La Finanza conti i danni»

Giovedì 20 Febbraio 2020 di Michela Allegri
Roma, lavori mai fatti e mancati controlli sulle buche: «La Finanza conti i danni»

Contare tutte le buche di Roma e fare una triste stima dei danni e, soprattutto, del danno per le casse pubbliche. L'inchiesta ribattezzata bucopoli, sulle strade colabrodo della Capitale, diventa una maxi fascicolo su tutti i muncipi di Roma. Nelle scorse settimane il pm Massimo Perin, della Corte dei conti, ha delegato i finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria ad acquisire la documentazione relative alle gare d'appalto per la manutenzione stradale, dal 2014 ad oggi. Un'inchiesta monstre, un lavoro certosino per mappare le voragini, gli avvallamenti, le crepe e le fosse che rendono le vie della Capitale pericolose per automobilisti, centauri e anche pedoni.

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Le verifiche partiranno dalle strade più disastrate e dai quartieri più pericolanti. Per ogni via colabrodo dovrà essere realizzato un dossier che contenga i risultati delle gare d'appalto, i costi, gli ultimi interventi effettuati. Lo scopo è capire se le norme siano state rispettate e se siano stati utilizzati materiali di qualità, o se invece le buche siano state rattoppate alla meglio senza preoccuparsi troppo delle conseguenze. Lo step successivo sarà individuare i dirigenti comunali che hanno gestito l'appalto e anche gli architetti e i responsabili dei cantieri che hanno seguito le ditte nelle fasi di lavoro e che - è questo il sospetto - potrebbero avere chiuso un occhio sulle anomalie di manutenzione. Ma le fiamme gialle dovranno anche verificare ritardi e omissioni nella stipula dei contratti.
 

 

IL PRECEDENTE
L'inchiesta è alle battute iniziali, ma il fascicolo ha già un precedente di rilievo, che riguarda interventi carenti fatti dal 2012 al 2014. L'inchiesta era del pm Ugo Montella. In quel caso le buche che costellano le strade della Capitale si erano trasformate in un business redditizio per funzionari capitolini e le società del gruppo Martella: i lavori - sostiene l'accusa - erano stati affidati in cambio di mazzette. Per questa vicenda 16 dipendenti comunali corrotti - finiti anche a processo a piazzale Clodio - sono stati condannati a risarcire il Campidoglio con 450mila euro: avrebbero gestito in modo irregolare bandi da 14 milioni di euro, per sistemare le strade del centro storico, dell'Eur, di Garbatella, dei quartieri Aurelio e Tiburtino e anche di Ostia. Dalle indagini era emerso che le gare venivano assegnate secondo un tariffario preciso e che spesso gli stessi funzionari calcolavano il valore dell'appalto al rincaro, comprendendo il prezzo della tangente, in genere quantificata tra il 2 e il 4 per cento dell'importo della commessa.

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Ma non è finita qui. Perché sulle strade killer di Roma c'è anche un'altra inchiesta pendente che potrebbe costare cara all'amministrazione: quella sui risarcimenti chiesti dai cittadini vittime di incidenti provocati proprio dalle buche. Nel periodo tra il 2013 e il primo semestre del 2018, l'esborso già liquidato per i sinistri è stato di 3.272.128 euro. Quasi un milione di euro nel 2017 e di quasi mezzo milione nel primo semestre del 2018, che gravano sulle casse di Palazzo Senatorio.

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