Roma, abbandona il figlio di 8 anni in auto per andare a giocare alle slot machine. «Correte, c'è un bimbo solo che piange»

Il piccolo è stato liberato dai carabinieri: denunciato l'uomo

Roma, abbandona il figlio di 8 anni in auto per andare a giocare alle slot machine
di Karen Leonardi
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Mercoledì 5 Ottobre 2022, 07:21 - Ultimo aggiornamento: 12:25

IL DRAMMA
È rimasto per oltre un'ora da solo, all'interno dell'auto chiusa, di sera. Si è fatto coraggio pensando di vedere tornare presto il papà, da quel portone con le insegne colorate non distante dal centro di Grottaferrata. Ma man mano che i minuti passavano e si faceva sempre più buio, però, si è fatto prendere dalla paura ed è crollato in un pianto incontrollato. Il bambino, di appena 8 anni, aveva tutte le sue ragioni: nella tarda serata di lunedì il padre lo aveva lasciato nella vettura parcheggiata nell'area della sala giochi ed era andato a divertirsi alle slot machine, sperando di vincere qualcosa. «Volevo fare solo qualche partita...», si è giustificato l'uomo, 46 anni, un operaio di origini moldave, quando si è trovato davanti i carabinieri. Per lui, identificato all'interno della sala dopo l'allarme lanciato dai passanti, è scattata la denuncia per abbandono di minore.

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E chissà quanto altro tempo il piccolo sarebbe rimasto nella Panda parcheggiata in via Vittorio Veneto, a Grottaferrata, se non fossero arrivati i militari del nucleo Radiomobile del gruppo di Frascati. Soccorso dagli investigatori dell'Arma, il piccolo è stato affidato alla madre, 37 anni, anche lei moldava, arrivata sul posto con il terrore negli occhi, dopo essere stata avvisata dai carabinieri. La donna si è scusata per quanto successo e ha spiegato che il marito le aveva detto di voler fare un giro con il figlio nella cittadina.
LA RICOSTRUZIONE

Intorno alle 22.15 una pattuglia, nel corso di un giro di perlustrazione del territorio, è stata fermata da alcuni passanti che avevano notato il bambino dentro l'utilitaria. «Correte, c'è un bimbo solo che piange», ha segnalato spaventato uno dei residenti in zona, che si trovava a passare nell'area di sosta. I militari non hanno perso nemmeno un minuto, lo hanno trovato sul sedile posteriore con gli occhioni pieni di lacrime. «Non trovo più mio padre», ha sussurato il bambino ai militari che lo rassicuravano attraverso il finestrino lasciato semiaperto. Dopo una breve ricerca, il conducente è stato identificato nella sala giochi antistante all'area dove aveva lasciato la Panda. Per il bimbo non è stato necessario richiedere l'intervento di un'ambulanza in quanto le sue condizioni, a parte la grande paura, sono apparse piuttosto buone. Il sorriso sul suo volto è tornato tra le braccia della madre, arrivata di corsa nei pressi dello snodo di Squarciarelli, non appena ricevuta la telefonata dei carabinieri che hanno denunciato l'uomo in stato di libertà.

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Al fine di tutelare il piccolo, stanno valutando l'ipotesi di inviare un'informativa al Tribunale dei minori di Roma. Inoltre, stanno verificando se l'abbandono di lunedì 3 ottobre sia circoscritto a un caso isolato oppure rappresenti l'ultimo di una lunga lista. Il drammatico episodio, che poteva sfociare in tragedia, riporta l'attenzione anche sulla ludopatia, una vera e propria malattia dagli effetti devastanti all'interno delle famiglie, come la tossicodipendenza e l'alcolismo. L'ossessione per il gioco d'azzardo produce conseguenze disastrose non solo sulla vita delle persone che vivono compulsivamente il gioco, ma su tutti i familiari. Il 22 agosto scorso una anziana donna, in provincia di Treviso, abbandonò in auto il nipotino di 6 anni, che le era stato affidato dai genitori, per andare a giocare in una sala Bingo e non tornò nemmeno dopo che il personale aveva fatto scattare l'allarme. In questi casi diventa estremamente pericoloso lasciare bambini nelle mani di persone vittime del gioco d'azzardo o, in generale, di dipendenze da sostanze.

 

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