Bimbi spariti, il papà di Lucas: «Mio figlio portato via dai nonni, nessuno in Italia mi dice dove è e se stanno indagando»

Il papà di Lucas: «Mio figlio portato via dai nonni, nessuno in Italia mi dice dove è e se stanno indagando»
di Michele Galvani
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Venerdì 20 Novembre 2020, 09:47 - Ultimo aggiornamento: 16 Febbraio, 20:54

«Il 3 agosto ho depositato denuncia presso la procura di Roma, il pm ha aperto un inchiesta, da allora lunica informazione/azione che danno a me, padre, è che stanno svolgendo le indagini. Non possono darmi nessuna informazione». Danilo Mei, 49 anni, romano, non sa più dove sbattere la testa. Da quando gli hanno portato via il figlio, Lucas, è finito dentro un incubo. E sono anni, ormai. Adesso che «Il Natale si avvicina per me è sempre più dura: un momento difficile da superare, anche questo. Eppure so che la nonna ha fatto sapere che la polizia internazionale è andata a casa sua. Chiedo aiuto, un'altra volta: mi continuo a domandare se ci sia qualche autorità all'estero incaricata per la ricerca. Sta di fatto che tra poco sarà l'ennesimo Natale in cui mio figlio e io non potremo vederci neanche in cartolina. Qualcuno un giorno forse riuscirà a farmi capire il perché (oggi a me oscuro) di tutto questo; nel frattempo, io sono sempre più nella disperazione interiore». Il figlio di Danilo è sparito da 4 anni circa. «Lo hanno preso i nonni materni e non so più dove sia. Ho bisogno di ritrovarlo».

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Danilo si è rivolto a polizia internazionale, ministero degli Esteri, polizia italiana e svariati avvocati, ha deciso di rendere pubblica la sua (triste) storia. Il piccolo Lucas Indigo Mei, nato a Tenerife nel settembre 2013, è svanito nel nulla. Dopo la morte della compagna («un infarto se l'è portata via quando il bambino aveva un anno e mezzo»), Danilo decise di andare in Polonia. E lì successe qualcosa di incredibile: «Ho lasciato Lucas ai nonni materni due settimane, dovevo cercare un nuovo lavoro. Ma quando andai a riprenderlo, non c'era più nessuno. La nonna, Inna Caruk, e lo zio materno, David Kiss, me lo hanno portato via.

Il nonno materno nel frattempo è morto, di lui avevo un numero. Ho girato tra Budapest ed Eindhoven, gli ultimi indirizzi utili, ma nulla».

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Sembra un film, invece è tutto maledettamente vero. Danilo è tornato a Roma, ma continua la sua battaglia: «Mi sono rivolto al mondo intero, da Striscia alle Iene, fino a "Chi l'ha visto", per non parlare di avvocati che promettono ma poi scopro che non esiste neanche una denuncia al Tribunale. Però i soldi li vogliono, eccome. Qualcuno della polizia mi ha detto che è solo una disputa familiare. Ma come? Se io porto via un minore senza permesso, finisco in carcere. Nessuno sta cercando Lucas, nessuno. Se ti rubano una macchina, la cercano in tutta Europa. Mio figlio no». «Io - sottolinea Danilo - non sono un delinquente, sono un papà normale. Sono solare ma ora sono in una fase durissima, la situazione è tragica. Ho bisogno di lui, sono certo che lo riconoscerei subito anche adesso. Domando: il ministero degli Esteri a cosa serve? E' un bambino italiano, anche se ha doppio cognome. Qualcuno mi dovrà pur aiutare».

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