Vandali Betis Siviglia, annunci e scaricabarile: la città resta impreparata

Dagli incidenti di Roma-Feyenoord (2015) si parla di maggiori controlli nei luoghi storici. Nessuna ordinanza anti-alcol in Centro: tifosi per le strade con le bottiglie di vetro

Vandali Betis Siviglia, annunci e scaricabarile: la città resta impreparata
di Emiliano Bernardini, Francesco Pacifico e Flaminia Savelli
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Giovedì 6 Ottobre 2022, 23:59

Le immagini di piazza del Popolo vandalizzata dai tifosi del Betis Siviglia hanno riportato alla mente i raid dei supporter del Feyenoord alla fontana della Barcaccia del 2015. E in Campidoglio si chiedono perché non sia stata disposta anche un’ordinanza anti-alcool in tutti i punti nevralgici, accanto a quella che vieta - ma soltanto nelle ore precedenti all’inizio e alla fine del match e nei pressi dell’Olimpico - la vendita di bottiglie in vetro.

Roma ostaggio dei vandali, piazza del Popolo sfregiata dagli ultrà del Betis Siviglia

Ordinanza, questa, comunque non rispettata. Si guarda a quanto fu deciso per Roma Liverpool del 2018 quando fu impedito per tre giorni a tutti di comprare e consumare alcool all’aperto in Centro. Non è bastato l’impiego di mille uomini delle forze ordine per evitare che il Centro fosse trasformato in una discarica a cielo aperto. Da giorni poi si erano susseguiti gli allarmi sulla pericolosità dei “caldissimi” tifosi del Betis. Risultato? Roma ieri si è riscoperta fragile e in balia dei vandali. Circa tremila tifosi del Betis Siviglia hanno trasformato piazza del Popolo in un bivacco: bottiglie rotte, cartacce, sacchetti, resti di cibo e urina hanno coperto gran parte della piazza e i sagrati delle due chiese. E così si ripropone il problema dei punti di raccolta. Non si sono verificati scontri, anche se mercoledì notte a piazza San Calisto un gruppetto di spagnoli ha lanciato bottiglie contro un locale. Resta però il nodo del decoro. Dopo l’assalto degli olandesi del Feyenoord alla Barcaccia in piazza di Spagna si era pensato di rendere off-limits il Centro. Ma alle parole non sono mai seguiti i fatti: tre anni dopo, nel 2018, stesso copione con i tedeschi dell’Eintracht Francoforte.

 


ORDINE PUBBLICO
La Questura ha fatto sapere che «ieri non si sono verificati incidenti» e dunque per loro il piano della sicurezza ha funzionato. In sostanza l’obiettivo era scortare il gruppo di ultras negli spostamenti, monitorare e contenere in caso di tensioni. Ecco perché sono state attivate squadre della Digos e agenti dei rispettivi commissariati. Il nodo in questi casi resta quello di contenere i tifosi in luoghi che consentano controllo totale e che soprattutto non distino troppo dallo stadio Olimpico. Proprio perché il trasporto è uno dei momenti più critici da gestire. Dal Comune di Roma allontanano ogni responsabilità sottolineando che «diversi mezzi dell’Ama (tre squadre, ndr) sono stati subito inviati sul luoghi per la pulizia». Peccato però che le immagini avessero fatto già il giro del mondo. Non a caso l’assessore Monica Lucarelli, che ieri ha avuto dal sindaco Roberto Gualtieri le deleghe per la Sicurezza, ha ammesso via Facebook: «Non si può accettare che un gruppo di barbari possa deturpare e sfregiare la nostra città. Questi non sono tifosi, ma bestie. Oggi Roma è stata sfregiata e non possiamo permettere che questo si ripeta». Più diretto il collega allo Sport, Alessandro Onorato: «C’è un problema non solo romano ma italiano per la gestione dei tifosi dall’estero che devono essere raccolti e portati allo stadio senza passare per i luoghi sensibili. Deve essere vietato l’alcol. Ma sono decisioni che deve prendere il governo». Intanto Lorenza Bonaccorsi, minisindaca del I Municipio, questa mattina andrà in Procura «per sporgere denuncia contro ignoti. È una roba indecente, questi animali devono pagare fino all’ultimo centesimo per i danni commessi».
 

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