Velista si schianta con la barca contro gli scogli a Fiumicino: salvataggio mozzafiato

Il velista salvato dalla Guardia costiera a Fiumicino in balia delle onde e contro la scogliera
di Umberto Serenelli
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Salvato dal coraggioso intervento della Guardia costiera prima che la sua barca colasse a picco. E’ successo ieri a ridosso della scogliera gettata a protezione del vecchio di Fiumicino e ha visto protagonista Bruno Mezzaluna che ha perso il controllo del natate di 12 metri “Bibo II” e si è schiantato contro le dighe frangionda. Il vento e il mare forze 3 è stata la causa dell’incidente finito con il salvataggio del velista romano da parte dell’equipaggio della motovedetta CP 831 e in particolare del secondo capo Francesco Pappacena che è sceso tra le viscide dighe di tetrapodi completando un soccorso da vero manuale.
 

 

L’ALLARME
L’incidente è avvenuto verso le ore 14 quando da terra alcuni notavano la barca spinta dal vento verso i frangiflutti. Prima che urtasse i tetrapodi in cemento è stato dato l’allarme. «Ci siamo subito attivati contattando la centrale operativa della Capitaneria di porto – precisa Armando Stampella, proprietario del porticciolo “Il Faro” -. Quindi raggiunto il punto dell’impatto abbiamo cercato invano di far indossare alla persona a bordo della barca il giubbotto di salvataggio. Sembrava sotto shock e non dava ascolto ai nostri inviti mentre le onde e il vento spingevano con violenza lo scafo contro i tetrapodi». Il guscio intanto veniva spinto dalle onde contro la scogliera che ne provocava le prime falle.
 

 
 
 
IL DIFFICILE E CORAGGIOSO RECUPERO
Nel tratto di mare antistante l’incidente arrivata la motovedetta CP 831 il cui equipaggio valutava di intervenire via terra perché da mare era estremamente pericoloso. E’ quindi scattata l’operazione salvataggio sui pericolosi tetrapodi che ha visto il sottufficiale Pappacena arrampicarsi sulle dighe munito di adeguata attrezzatura per il soccorso in mare. Con passo sicuro si è avvicinato al natante in balia delle onde e una volta catturata l’attenzione del 77enne gli ha lanciato una “ciambella” legata a una fune e per mezzo di questa ha poi fatto scivolare un giubbotto di salvataggio mentre le onde lo investivano ripetutamente. A un centro punto il secondo capo è scivolato e si è ferito alle gambe ma non ha desistito e prima che la barca finisse sul fondo del mare è riuscito a trasferire il romano sulla scogliera con il consenso dei presenti. Con escoriazioni su tutto il corpo e tanta paura, il protagonista dell’incidente veniva affidato alle cure dei sanitari del 118 e trasferito in ambulanza all’ospedale Grassi.
 
LE PAROLE DEL SECONDO CAPO FRANCESCO PAPPACENA
«La scelta dell’equipaggio della motovedetta si è rivelata giusta – afferma il secondo capo Francesco Pappacena -. Avevamo valutato l’intervento dell’elicottero ma per timore che le cose precipitassero abbiamo deciso di agire da terra grazie anche alle indicazioni del collega-comandante Vincenzo Tizzano. Alla fine è andata bene e siamo soddisfatti per aver fatto il nostro lavoro». Un intervento che rientra nell’addestramento dei militari della Guardia costiera protagonisti ogni anno di operazioni che salvano persone nelle acque costiere. «In considerazione delle difficoltà presentate dal salvataggio – dice con un pizzico di soddisfazione il vice-comandante della Capitaneria di porto di Fiumicino, Nicola Correra – l’equipaggio della motovedetta ha mostrato molta professionalità e il sotto capo Pappacena una grossa dose di coraggio». 
 
 
 
 

Giovedì 8 Agosto 2019, 09:50 - Ultimo aggiornamento: 09:51
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