Barca contro la scogliera a Fiumicino, recuperati i resti

Lunedì 12 Agosto 2019 di Umberto Serenelli
Il motopontone

Il motopontone “Squalo” ha recuperato stamani il relitto di “Bibo II” affondato lo scorso mercoledì davanti alla scogliera del vecchio faro di Fiumicino. «Il recupero ha comportato qualche difficoltà per i sommozzatori – precisa Pierluigi Caponetto, responsabile della società MTM Service – perché i pezzi del relitto era sparsi a ridosso dei tetrapodi sommersi e in un ampio spazio di fondale. Per fortuna il mare calmo e l’acqua limpida ha favorito il nostro lavoro. Tra i resti dell’imbarcazione è stato anche rinvenuto il borsello con all’interno i documenti che sono stati consegnati in banchina al proprietario di Bibo II».

Completate le operazioni di bonifica del fondale, il pontone si è trasferito nel porto-canale di Fiumicino e, altezza di piazzale Molinari, i resti in vetroresina del 10 metri sono finiti in uno scarrabile davanti agli occhi tristi del velista Bruno Mezzalana, persona salvata dagli uomini della Guardia costiera a bordo della motovedetta CP 831.

IL VELISTA SPIEGA LA DINAMICA DELL’INCIDENTE
Sulla banchina dove ormeggia lo “Squalo”, il comandante Caponetto ha consegnato il borsello al romano Mezzalana che ho svuotato il suo contenuto con molta attenzione e sono venuti fuori il portafogli, la patente, la carta d’identità, foto varie e le chiavi dell’automobili messe subito a asciugare dopo l’immersione di diversi giorni. «Ringrazio la società MTM – precisa il 77enne romano – che ha ultimato l’intervento di recupero di quello che è rimasto del mio natante e soprattutto per aver ritrovato tutti i documenti anche se bagnati». Durante le operazioni di trasferimento dei pezzi in vetroresina della barca a vela il funzionario in pensione della tributaria osserva tutti i particolari e poi si sofferma sul motore con l’elica divelta. «E’ andata bene – precisa con il volto ancora segnato da qualche contusione – da 40 anni vado per mare e una cosa così non mi era mai successa. Stavo rientrando nel porto di Ostia quando un tronco proveniente da Fiumara che mi ha sfondato lo scafo e l’acqua ha poi invaso il vano motore che si è arrestato. A quel punto il vento e le onde mi hanno spinto contro la scogliera. E pensare che era stata una bella mattina di pesca con la cattura di tre spigole».

«RINGRAZIO GLI ANGELI COSTODI DELLA GUARDIA COSTIERA»
Nel giro di circa un’ora è andata in frantumi una barca di circa 70mila euro con un motore nuovo appena sostituito. Le prime esperienze con la vela Mezzalana le ha avute con “Bibo I”, una barca di circa 8 metri, prima di passare a quella molto più performante e cioè su “Bibo II”.  «Con la vela ho finito – ci confida – la paura è stata tanta e quindi la mia prossima occupazione sarà il giardinaggio. E’ chiaro che sono riconoscente alla Guardia costiera, dei veri angeli custodi, e in particolare al secondo capo scelto Francesco Pappacena. Sono vivo grazie al suo coraggio. Pensate mi ha portato sulle spalle tra le impervie scogliere: è certamente un grande. Vorrei andarlo a trovare sul posto di lavoro che è poco distante dal punto in cui si stanno recuperando i resti del mio natante». Ieri, però, l’eroe di questa vicenda non era in servizio alla base navale della Guardia costiera di Fiumicino.
 

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