Bar e ristoranti al Comune di Roma: «Prorogate gli spazi esterni»

In scadenza i permessi per pedane e gazebo concessi per l’emergenza Covid

Bar e ristoranti al Comune di Roma: «Prorogate gli spazi esterni»
di Flaminia Savelli
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Domenica 24 Ottobre 2021, 10:36

Gira veloce la lancetta dell'orologio per gli imprenditori della ristorazione: la scadenza per i permessi straordinari sull'occupazione di suolo pubblico concessi per l'emergenza Covid scade il prossimo 31 dicembre. Il tema è caldissimo e spetta ora al neo sindaco Roberto Gualtieri decidere sul futuro di pedane e gazebo che via via hanno occupato marciapiedi, posti auto e piazzole. Per un totale di 65 mila metri quadrati in più - solo nel 2021 - di occupazione di suolo pubblico. Una misura necessaria per consentire a bar e ristoranti di sopravvivere alla pandemia.

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«Il primo incontro con l'amministrazione è fissato in settimana - anticipa Claudio Pica, presidente delle Fiepet-Confesercenti Roma - siamo pronti a sederci al tavolo della trattativa. Gli spazi esterni sono stati fondamentali per la ripresa e lo sono tutt'ora. Dalla ex amministrazione avevamo avuto garanzie - sottolinea Pica - di una proroga sui permessi. Ora il piano è in bilico, sappiamo già che le concessioni verranno ridotte ma dobbiamo capire dove e con quali criteri. Il nostro obbiettivo è mantenerle per quelle attività che sono ancora in difficoltà».

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GLI INCASSI
Bar e ristoranti sono stati i primi ad accusare il colpo pesantissimo della crisi Covid. Non solo per l'assenza dei turisti ma anche per le norme anti contagio - come il distanziamento e il coprifuoco - che sono rimaste in vigore fino al passaggio della Regione in zona bianca (14 giugno). Nell'ultimo trimestre hanno però potuto contare sui doppi turni, e quindi doppi incassi. Grazie appunto allo spazio esterno e con il Grenn pass obbligatorio per consumare negli spazi chiusi, nelle sale interne.
Secondo l'ultimo rapporto sulla produttività della Fiepet - Confesercenti, l'uscita dalla crisi è sempre più vicina: nelle prime tre settimane di ottobre gli incassi hanno registrato il 12% in più rispetto a settembre. Ma rispetto al 2019, sono ancora sotto del 18%. Pari a 70 milioni di euro in meno al mese.

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LE PERDITE
A tirare la prima volata al settore sono state però proprio le pedane e i gazebo. Con la piantina dei tavolini esterni che nei mesi si è allargata a macchia di leopardo in tutti i quadranti della città. Gli ultimi ad allargarsi -lo scorso maggio - sono stati i ristoranti lungo le strade a grande viabilità nei quadranti di Prati, Ottaviano, Ostiense ed Esquilino. Con gli spazi esterni allestiti da via Crescenzio a via Candia, da viale Giulio Cesare a via Fabio Massimo, via Ottaviano e via della Giuliana. Una misura necessaria adottata dalla ex giunta Raggi per consentire ai locali, nei mesi più difficili del Covid, di lavorare. Che ha di fatto evitato, almeno per il momento, il peggio: «Tra il 2020 e il 2021 sono state mille le attività che non ce l'hanno fatta e che sono fallite - precisa il presidente Pica - circa il 5% perciò, il settore ha retto alla violenta ondata. Ma non è finita: sappiamo che il numero nei prossimi mesi è destinato a crescere esponenzialmente. Molti imprenditori stanno prendendo tempo per non vendere a ribasso licenze e locali. L'ago della bilancia può ancora spostarsi». E per il futuro della ristorazione romana post Covid, le prossime settimane saranno le più decisive. A partire dall'indirizzo che verrà stabilito per le concessioni e i permessi sul suolo pubblico.
 

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