Bandiera nazista e saluto romano al funerale, indaga la polizia. La parrocchia: «Non sapevamo nulla»

Il caso nella chiesa Santa Lucia, a circonvallazione Clodia

Bandiera nazista e saluto romano al funerale, indaga la polizia
di Flaminia Savelli
3 Minuti di Lettura
Martedì 11 Gennaio 2022, 06:48 - Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio, 11:28

Il drappo rosso con la svastica che avvolge la bara. Intorno decine di camerati che recitano il saluto dei militanti di estrema destra: con il braccio teso e il grido «presente!». Così si è svolta la commemorazione fascista ieri di fronte alla parrocchia di Santa Lucia, circonvallazione Clodia. Lì è stato celebrato il funerale di Alessia Augello, 44enne romana conosciuta negli ambienti dell'estrema. Con il video del funerale poi postato in rete che ha sollevato proteste e polemiche della comunità ebraica che su Twitter ha cinguettato: «Bandiera con la svastica sulla bara e braccia tese. Germania Terzo Reich? No».


IL POST DELLA PARROCCHIA
In un clima già teso nella Capitale dopo l'assalto alla sede della Cgil del 9 ottobre. In 12 sono finiti a processo per aver vandalizzato la sede del sindacato di Corso Italia durante una protesta No vax. Tra gli indagati, l'ex Nar Luigi Aronica, il leader romano di Fn Giuliano Castellino e il suo mentore Roberto Fiore.

Bergamo, preside fa saluto romano agli studenti mentre loro inneggiano al duce: indignazione social per il video

Saluto fascista, la Procura manda a processo l'ex sindaco di San Giorgio a Liri, Modesto Della Rosa

Sulla pagina web di FscinAzione.info, sito della destra radicale si legge: «È morta ieri, in seguito a una trombosi, Alessia Tungsy Augello, ex militante forzanovista». Ora indaga la polizia, nel mirino ci sono i camerati che hanno avvolto la bara con la bandiera con la svastica. «La Digos - fa sapere la Questura - ha identificato diversi appartenenti all'estrema destra che hanno preso parte alle esequie». Intanto in serata è arrivata la presa di distanze della parrocchia tramite un post su Fb a nome di don Alessandro, don Paolo Emilio e tutta la comunità sacerdotale, che si dicono «all'oscuro» di quanto avvenuto dopo la celebrazione, esprimendo profonda tristezza, disappunto e delusione.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA