Banda della Magliana, morta la moglie di De Pedis. Di lui diceva: «Non era un malavitoso»

Lunedì 11 Maggio 2020 di Alessia Marani

A Renatino era rimasta sempre fedele. Carla Di Giovanni, 70 anni, la vedova del boss della Magliana Enrico De Pedis, è morta nella clinica Ars Medica dopo una lunga malattia. Le era stato asportato un rene, stava male da tempo. Era lei che aveva ottenuto che la salma del marito, freddato in scooter in via del Pellegrino a Campo de' Fiori il 2 febbraio del 90, fosse seppellita nella cripta della basilica di Sant'Apollinare su intercessione di monsignor Pietro Vergari, il quale attestò in una lettera che De Pedis, in vita, era stato un «benefattore».

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Renatino ha riposato in pace nella basilica davanti alla quale venne vista per l'ultima volta in vita Emanuela Orlandi fino al luglio del 97 quando Il Messaggero parlò per la prima volta della sepoltura eccellente riservata al malavitoso romano, entrato nell'immaginario collettivo come il Dandi di Romanzo Criminale. Solo nel 2012, però, i resti del boss furono traslati al cimitero di Prima Porta. La cacciata di Renatino da Sant'Apollinare, non era mai andata giù a Carletta, pensionata dell'istituto case popolari, l'ex Iacp per il quale aveva lavorato anche il padre. Per lei Enrico non era affatto un criminale, «il mio Enrico morì da incensurato», ripeteva. Quando venne tolto dalla scena criminale, Renatino aveva 36 anni e ancora non aveva avuto il tempo di incassare condanne definitive. A differenza del Dandi romanzato, amava mantenere una posizione piuttosto defilata, lasciando il lavoro sporco ad altri. Con Carla si erano conosciuti da ragazzi, trasteverino lui, testaccina lei. Il loro matrimonio fu una grande festa.
 


BANCHETTO DI NOZZE
Era il 25 giugno del 1988. A preparare il banchetto di nozze era stato l'amico Giuseppe De Tomasi, detto Sergione che fu a lungo il proprietario del ristorante San Michele, inquilino a prezzi stracciati proprio dello Iacp. Il ristorante venne poi ceduto a Luciano De Pedis, fratello di Renatino, a cui il Campidoglio lo ha tolto per morosità due anni fa. Carla ha continuato a farsi chiamare la «signora De Pedis». Del coinvolgimento dell'ex marito nella vicenda del sequestro Orlandi ne parlava come di un «grande falso». E di quel tradimento con Sabrina Minardi poi sposa del calciatore Bruno Giordano, non ne voleva sentire ragioni: «Al massimo saranno usciti un paio di sere». Sulla sua pagina Facebook Carla aveva ancora la foto della casa di San Lorenzo in Lucina che aveva diviso con il suo Renatino.

Ultimo aggiornamento: 07:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA