Ballottaggi, 6 città alle urne: caccia al voto dei Cinquestelle

Domenica 9 Giugno 2019 di Stefania Piras
Gli elettori del Movimento 5 stelle non andranno al mare oggi. Perché oggi dalle 7 alle 23 si votano i ballottaggi e coinvolgono oltre 207 mila elettori. Quelli del M5S nel segreto dell’urna manderanno un segnale agli avversari che, paradosso, sono gli alleati leghisti con cui governano a Palazzo Chigi. 

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«Il Sud non dimentica», «Possiamo fare la differenza», «Cari Cinquestelle, andiamo a votare per registrare il nostro dissenso», «Bisogna fermare la destra». Questo è il tenore dei commenti degli elettori M5s che si preparano a votare con un spirito politico che sa molto di rivalsa. Se prima, a livello locale, c’era un patto di non belligeranza tra Lega e M5S, ora c’è piuttosto un patto di desistenza tra M5S e Pd. Questo non si traduce in una conversione a sinistra (Zingaretti rimane il nemico, spiegano in tutte le salse) ma sicuramente in un istinto di difesa da Matteo Salvini. Le partite più aperte sono a Civitavecchia, Monterotondo e Tivoli. Nella città portuale ha governato Antonio Cozzolino del M5s che il 26 maggio ha totalizzato il 20 per cento. Cozzolino oggi andrà a votare. «È doveroso», dice. «Qui la Lega cinque anni fa prese 53 voti e oggi sono tutti leghisti, anche gente di centrosinistra», dice beffardo. Cozzolino è aperto alle alleanze con le liste civiche proposte da Luigi Di Maio «altrimenti per noi che corriamo soli sarà sempre tutto inutile», commenta. 
 
Se pensa ai cinque anni passati in consiglio Cozzolino dice che l’opposizione più costruttiva è arrivata da quel centrosinistra che oggi al 22 per cento deve vedersela contro il 49 percento di Ernesto Tedesco che con le tante liste a supporto ha oltrepassato il 50 per cento. Semmai il centrosinistra di Carlo Tarantino dovesse farcela non avrebbe la maggioranza in consiglio e si dovrebbe tornare alle urne. Lì si aprirebbe una nuova corsa anche per il M5S.
Certo, c’è anche una buona fetta di elettori delusi che resterà alla finestra a guardare. Ma i tempi sono cambiati. A Tivoli dove il leghista Vincenzo Tropiano corre solo contro l’uscente Giuseppe Proietti gli elettori del M5S invocano «un voto consapevole». A Monterotondo idem, si cerca di scardinare la continuità del Pd al governo dal dopoguerra a oggi. Ma anche il cambiamento proposto dalla destra, da Simone Di Ventura (ex Pd) non convince Alberto Pagliuca e i suoi. A Nettuno, come a Palestrina, il M5S è in piena seduta di autoanalisi . Prevale la volontà di tornare alle origini quindi zero contaminazioni anche se vuol dire rimanere sempre all’opposizione. Mauro Rizzo, il candidato di Nettuno ha condiviso le parole di Roberto Fico sul 2 giugno come festa inclusiva anche dei migranti e dei rom. Ma quanto al ballottaggio il M5S rimane condannato nella sua torre d’avorio senza colori, né di destra né di sinistra. Anche se come dice Rizzo stesso citando Seneca: «Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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