Roma, presa la baby gang di Marconi: per mesi hanno terrorizzato coetanei. Rapine a sfondo omofobo

Roma, presa la baby gang di Marconi: per mesi ha terrorizzato coetanei. Rapine a sfondo omofobo
di Marco De Risi
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Giovedì 15 Luglio 2021, 16:40

Loro sono quattordici ragazzini, dai 13 ai 19 anni, che si erano chiamati ”Anundo Gang’s” che poi era il nome della loro chat. Il gruppo ha imperversato per mesi in zona San Paolo rapinando coetanei e mettendo a segno un’aggressione a sfondo omofobo. I 14 sono stati bloccati e denunciati dagli agenti del XI Distretto San Paolo diretto da Massimiliano Maset e da quelli della Sezioni Volanti diretta da Massimo Improta. Una baby gang a tutti gli effetti, coesa, ben organizzata, composto da una trentina di ragazzi tutti giovanissimi con una struttura radicata nella zona di viale Marconi e con l’obiettivo di imporre il proprio dominio sui coetanei del quartiere e di prendere possesso del territorio attraverso violenze, aggressioni, atti intimidatori e rapine.

Sono 5, per ora, le vittime accertate all’esito delle indagini sviluppate negli ultimi mesi dagli agenti del XI Distretto San Paolo. Ad essere derise e prese di mira con piccoli atti di bullismo dalla banda, tanto da costringerle a non frequentare più il quartiere, a causa di un forte stato di ansia e di paura sono state, per prime, 3 ragazze minorenni. A catalizzare l’attenzione dei giovani aggressori una borsa con i colori arcobaleno, indossata da una di loro e identificata dalla gang come simbolo di appartenenza al gruppo LGBT.
A finire nella rete di minacce e vessazioni da parte del gruppo anche il titolare di un’attività commerciale al quale, in diversi episodi nei quali i giovani si presentavano in branco, terrorizzando lui e il suo dipendente, sono stati rubati 2500 euro e danneggiati altri articoli in esposizione per la vendita.
Altri due sono le aggressioni riconducibili alla banda.

La prima quella ai danni di un ragazzo attirato in un parco pubblico dove è stato picchiato da una decina di appartenenti al gruppo, tra cui quello che lo aveva invitato con la scusa di risolvere una questione personale; l’altra un cittadino indiano malmenato perché aveva osato sedersi su una panchina all’interno del loro territorio.
Grazie a una minuziosa e paziente ricostruzione di tutti gli episodi e grazie a serrati controlli sul territorio che hanno portato gli agenti a confrontare i dati raccolti nel corso dei servizi svolti con le informazioni contenute nelle banche dati in uso alle forze dell’ordine, i poliziotti sono riusciti a chiudere il cerchio investigativo intorno ai 14 ragazzi che sono stati denunciati all’autorità giudiziaria. Decisive anche le individuazioni fotografiche delle vittime, insieme alle testimonianze di altri commercianti della zona che hanno confermato la presenza nel quartiere di questa banda, spesso dedita a disturbare, danneggiare le attività commerciali, nonché a commettere veri e propri reati. Per loro verrà valutata l’adozione del D.A.C.U.R. (divieto d’accesso alle aree urbane) da parte del Questore. Continuano serrate le indagini per intercettare gli altri giovani componenti del gruppo.

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