Rischia di annegare, l'avvocato dalla famiglia Vannini salvato da un surfista

Rischia di annegare, l'avvocato dalla famiglia Vannini salvato da un surfista
di Emanuele Rossi
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Domenica 29 Agosto 2021, 12:56 - Ultimo aggiornamento: 13:17

Due recuperi difficoltosi in acqua e poi un malore per il comandante della Guardia costiera, finito in ospedale per accertamenti. Ore frenetiche sulla costa di Ladispoli caratterizzata da un'estate all'insegna dei salvataggi in mare. Il primo avvenuto nella zona di Torre Flavia, a nord. A farne le spese Celestino Gnazi, noto per aver rappresentato nelle aule di tribunale la famiglia di Marco Vannini. Lui stesso racconta la disavventura. «Le onde non lasciavano presagire nulla di buono testimonia l'avvocato cerveterano e per questo motivo forse non mi sarei dovuto avventurare. È stata una distrazione e tempo pochi secondi dalle scogliere, che in quel punto sembrava potessero garantire il bagno in sicurezza mettendomi al riparo, mi sono ritrovato a largo. Non riuscivo davvero a fare nulla, la corrente era fortissima e mi trascinava sempre più lontano dalla riva. Un incubo. A quel punto non mi è rimasto che chiedere aiuto». A Torre Flavia, però, la spiaggia è libera, quindi non sorvegliata da bagnini. Le cose si stavano mettendo male per l'avvocato.

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Rischia di annegare, salvato da un surfista

«Mi ha notato un signore che ha richiamato l'attenzione di un giovane surfista prosegue che non ci ha pensato un attimo e con la tavola è venuto verso di me. Mi sentivo perso e questo ragazzo è stato eccezionale. Si chiama Francesco Ranalli, è originario di Spoleto, gli devo la vita (il sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci gli darà un encomio martedì, ndc). Ringrazio anche due persone intervenute successivamente e la Capitaneria di porto». Subito dopo sono accorsi infatti anche i marinai di Ladispoli-San Nicola con il gommone, e via terra i volontari dell'associazione Dolphin, l'ambulanza del 118 e i vigili del fuoco di Cerenova.


L'ALTRA EMERGENZA


Neanche il tempo di rifiatare, che un gruppo di amici si trovava in balia delle onde sempre a Ladispoli, ma nello specchio d'acqua l'arenile pubblico di via Marina di Torre Flavia. Due 18enni stavano riuscendo a eludere le correnti di risacca, non però una loro coetanea che ha rischiato di essere scaraventata sugli scogli. Strato Cacace, il comandante della Capitaneria, si è tuffato per raggiungere i tre con l'ausilio dei bagnini di alcuni stabilimenti muniti di salvagente anulare e baywatch. Alla fine il salvataggio è riuscito, nonostante il grande spavento per la comitiva. Sembrava tutto risolto e invece il luogotenente Cacace, stremato dalla fatica, ha accusato debolezza e difficoltà respiratorie tanto da dover essere assistito dal personale di uno stabilimento e dai medici del 118 intervenuti sul posto con l'ossigeno. Il comandante per sicurezza è stato trasportato in ambulanza all'Aurelia Hospital per sottoporsi ad alcuni esami. I sanitari hanno appurato che i parametri erano nella norma e così in tarda serata è stato dimesso. Nell'area sud di Ladispoli, in via Marina di Palo, ci hanno pensato i bagnini a far rientrare a riva un turista anziano pronto a sfidare il mare agitato (e la bandiera rossa) che lo aveva risucchiato al largo. Anche qui la tragedia è stata evitata per un soffio.
 

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