Roma Atac, concordato a rischio: «Senza soldi tagli alle corse»

Roma Atac, concordato a rischio: «Senza soldi tagli alle corse»
di Francesco Pacifico
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Sabato 17 Luglio 2021, 00:06

Il messaggio recapitato da via Prenestina in Campidoglio è al tempo stesso conciso e allarmante: inviateci al più presto i 120 milioni che ci avete promesso per ripianare i conti dopo il Covid, oppure Atac sarà prima costretta a ridurre le corse, quindi rischia di non rispettare le scadenze del concordato. Cioè rimborsare i creditori. C’è tensione tra la municipalizzata dei trasporti e il suo azionista, Roma Capitale.

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​Atac, «Senza soldi tagli alle corse»

Una crisi acuita in questi giorni dal mancato rinnovo di quasi 200 autisti con contratto a tempo determinato, che rischia di avere ripercussioni sul servizio. Un querelle dove il Comune si lamenta di non aver ricevuto le carte necessarie per le assunzioni e l’azienda segnala che non potrà fare ulteriori proroghe dopo l’8 agosto. Ma il nodo del contendere è fondamentalmente finanziario. Atac, dopo due consuntivi negativi, ha chiuso il bilancio del 2020 con una perdita di 22 milioni, contenuta anche grazie a tagli alle spese per 50 milioni. A oggi, incassa dalla bigliettazione circa 13 milioni di euro al mese contro i 22 degli anni pre Covid.

IL SERVIZIO - Soprattutto, per garantire l’operatività, aveva concordato una serie di operazioni con l’azionista per ottenere liquidità: l’acquisto da parte del Comune di immobili (le ex rimesse di piazza Ragusa e di piazza Vittoria, l’ex parcheggio di Acilia) per poco meno di 30 milioni di euro, più il versamento di una settantina milioni di crediti vantati dall’azienda verso il suo azionista. A questi vanno aggiunti altri venti milioni di euro di anticipo sui ristori governativi per il traffico passeggeri crollato per il Covid. Va detto che il Campidoglio, finora, ha provato a sostenere Atac in vari modi, per esempio riconoscendo all’azienda il pagamento dei chilometri previsti, ma non effettuati nell’anno del Covid dal contratto di servizio. E si accinge anche ad aumentare l’entità del prossimo. Ma delle cifre pattuite, finora, non si è visto un euro. E questo ritardo (si sperava di incassare tutto entro l’inizio di luglio) preoccupa moltissimo via Prenestina.

CENTO MILIONI DI CHILOMETRI - Nell’interlocuzione continua tra Atac e il Comune, l’azienda avrebbe lanciato due allarmi. Senza questi fondi langue la cassa e in queste condizioni la municipalizzata rischia di non riuscire ad aumentare del 17 per cento i chilometri vetture, per arrivare a quota 100 milioni, come previsto dal contratto di servizio. Tradotto, l’azienda potrebbe fare meno corse, che a settembre con la riapertura delle scuole con doppio orario devono, gioco forza, aumentare. In secondo luogo c’è da fare i conti con il concordato preventivo che ha evitato il fallimento. In una lettera inviata lo scorso febbraio dall’amministratore unico Giovanni Mottura ai rappresentati dei creditori, il manager aveva garantito il pagamento delle spettanze proprio grazie ai fondi che, sotto varie forme, il Comune aveva promesso di versare. Gli stessi soldi che oggi si reclamano. Di più, agli stessi soggetti il capoazienda aveva promesso proprio a luglio un incontro per poter pianificare i prossimi versamenti da 50 milioni. Vertice che vista la situazione rischia un rinvio. 

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