Roma, il Comune avverte Atac: più bus in strada o salta il concordato

Passeggeri in attesa del bus
di Francesco Pacifico
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Atac deve effettuare 17 milioni di chilometri di corse in più nel 2020. Che si traducono almeno in un bus o una metro in più ogni ora e per tutte le linee. Il Comune alza il tiro e nelle trattative con la municipalizzata per il rinnovo del contratto di servizio 2020-2024 chiede all’azienda di accelerare sulla produttività: per la precisione, 103 milioni totali di chilometri - con i mezzi di superficie e le metropolitane - da assicurare soltanto nel 2020: quindi, 17 milioni in più rispetto agli 86 percorsi lo scorso anno.

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Dal canto suo, la municipalizzata ha già fatto sapere al suo azionista che, vista la flotta a sua disposizione, difficilmente potrà arrivare a centrare questo obiettivo. Quest’anno punta a chiudere a 96 milioni, per raggiungere i 101 milioni di chilometri nel 2021. Di conseguenza, è di 7 milioni la distanza tra quanto propone il socio di maggioranza e quanto è disponibile a garantire la controllata. Lo scontro - sottotraccia - tra Palazzo Senatorio e via Prenestina va avanti da circa un mese ed è soprattutto di natura strategica: riguarda i target. Senza dimenticare che con le elezioni alle porte per il nuovo sindaco di Roma, la maggioranza pentastellata ha tutto l’interesse a mettere più mezzi pubblici in strada e venire incontro alle esigenze dei cittadini.

LA TRATTATIVA
Di ufficiale, in questa partita, anche se il contratto di servizio è scaduto lo scorso anno, non c’è ancora nulla: i tecnici delle due parti stanno valutando congiuntamente il da farsi e i numeri da inserire nel piano. C’è però, come detto, la volontà politica da parte del Campidoglio di chiedere ad Atac uno sforzo in più sulla qualità del servizio.

In Comune fanno un ragionamento molto semplice che segue tre direzioni. In primo luogo, si fa notare che nel contratto di servizio 2015-2019 l’azienda sarebbe già dovuta arrivare a quota 101 milioni di chilometri percorsi all’anno. Da qui, la scelta di portare il tetto a 103 per mandare un segnale a via Prenestina. Poi, entro la fine del 2020, la municipalizzata si troverà con 328 mezzi nuovi nella flotta. Virginia Raggi, in visita allo stabilimento di Flumeri di Industria Italiana Autobus un mese fa, si è spinta ad annunciare: «Alla fine del mandato avremo oltre 700 nuovi autobus su strada». Numeri ripetuti ieri dall’assessore Pietro Calabrese. Quindi, ci sono tutte le condizioni per aumentare le corse nel servizio su gomma.

DEBITI
Infine, sempre da Palazzo Senatorio, si fa presente che per rispettare i termini del concordato - indispensabile per gestire il debito monstre da 1,4 miliardi di euro - bisogna almeno portare la produzione a 101 milioni chilometri percorsi all’anno così da generare gli introiti necessari al piano di rientro concordato con il Tribunale. Quindi non è, a loro dire, soltanto una questione di qualità dell’offerta, ma anche di natura finanziaria, con l’azienda che per raggiungere questi target d’incasso dovrà trovare risorse su altri versanti: incentivare la vendita dei biglietti come già si sta facendo, cedere asset - è già prevista sempre nel concordato una maxi dismissione immobiliare per 92 milioni di euro - oppure tagliare le spese.

Da Atac, dove a breve saranno annunciate 3 o 4 nuove linee elettriche per il centro storico, respingono questi timori e ricordano che lo stesso Tribunale ha avallato il piano industriale del presidente e ad Paolo Simioni, nel quale Atac raggiungerà i 101 chilometri nel 2021. Se non bastasse, dicono che i mezzi a disposizione nella flotta non sono sufficienti per raggiungere i 103 chilometri nel 2020, anche perché quelli garantiti in più dal Comune arriveranno verso la fine dell’anno in corso e dovranno sostituire le vecchie vetture, in un parco che ha un’età media di 13,4 anni.

NUOVI ASSUNTI
Ma accanto a questa partita ce ne sono altre, forse meno rilevanti, che segnano la distanza tra il Campidoglio e la sua controllata. Atac aspetta dall’azionista da quasi due mesi il via libera al piano assunzionale per il 2020, che prevede l’ingresso di 400 nuovi autisti. Le parti sono distanti anche sui canoni che la municipalizzata riconosce al Comune per l’usufrutto dei bus: nel piano industriale era previsto che il balzello fosse cancellato, ma via Prenestina continua a pagare. Intanto, lunedì prossimo, il servizio è a rischio per uno sciopero di 24 ore proclamato da una sigla minore.

Martedì 28 Gennaio 2020, 10:25
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