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Atac, arrivano i nuovi bus ma mancano gli autisti: assunzioni ferme e corse saltate

Giovedì 27 Febbraio 2020 di Lorenzo De Cicco
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Ora che l’arci-datato parco mezzi dell’Atac si sta via via rinnovando, mancano gli autisti da mandare sugli autobus, compresi quelli freschi di fabbrica faticosamente arrivati nei depositi nell’ultimo periodo. E così vanno in fumo oltre 220mila chilometri di corse al mese. Per la gioia, si fa per dire, dei pendolari alle prese ogni giorno con ritardi e tratte deviate. È una vicenda paradossale, che racconta bene le lungaggini della burocrazia capitolina. Perché in teoria l’azienda comunale ha pronti i contratti per 180 addetti: 150 sono autisti, gli altri 30 sono operai, fondamentali per riparare i guasti e rimettere in pista i bisonti di metallo il prima possibile.
Tutti e 180 hanno partecipato al concorso che si è svolto a fine 2019. Tutti hanno già superato i vari test e le visite mediche necessarie per l’ingaggio. Eppure ancora non firmano. Non è colpa dell’Atac, che già da due mesi ha spedito le pratiche in Campidoglio. Nel quartier generale di via Prenestina, come ben sanno pure i sindacati, aspettano solo il via libera alle assunzioni. Serve un provvedimento della giunta di Virginia Raggi che però, a oggi, tarda ad arrivare. Non è una bega politica: l’input dei grillini, naturalmente, è di accelerare il più possibile la procedura. Anche perché più autisti montano in cabina di guida, più la partecipata sarà in grado di macinare chilometri. Già a inizio anno gli uffici dell’assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese, hanno alzato il pressing per rafforzare il servizio su gomma, insomma dei bus. Un comparto che, a differenza della metropolitana, ancora mostra la corda: lo scarto tra quanto pattuito con il Campidoglio nel contratto di servizio e quanto effettivamente realizzato è ancora troppo ampio, anche se a gennaio si è visto un primo segnale positivo: l’Atac ha comunicato di avere raggiunto un +9% di servizio bus rispetto al primo mese del 2019. Ma per rispettare i numeri scritti nel piano del concordato il trend deve ancora migliorare. E parecchio. Ecco perché sono fondamentali i nuovi autisti.
La trafila comunale per autorizzare le nuove assunzioni però ancora non è andata a dama. Verifiche tecniche, rimpalli da un ufficio all’altro. Così si perdono, si diceva, centinaia di migliaia di chilometri ogni mese. L’impatto di ciascun autista sul servizio è stato calcolato dal team esterno di revisori legali che ha elaborato il piano del concordato. Nel 2020, c’è scritto nel documento consegnato in Tribunale, ogni autista dovrebbe guidare 17.965 km l’anno, per avvicinarsi alla media delle grandi capitali europee. Al mese, sono quasi 1.500 chilometri. Ecco allora il saldo negativo, moltiplicato per 150 assunzioni bloccate: -220mila chilometri.
Tra malattie e ferie, l’azienda in questi giorni sta faticando a coprire tutti i turni e a potenziare le corse. L’anno scorso in 330 hanno lasciato, tra pensionamenti tradizionali e Quota 100. La coperta è diventata corta. Una beffa, considerando che fino a poco fa avveniva il contrario: non c’erano abbastanza bus per tutti gli autisti. Ora che la flotta invece si sta lentamente ringiovanendo, con l’arrivo dei 227 veicoli turchi e l’ordine già effettuato di altre commesse, sono i conducenti a scarseggiare. Anche se, come detto, il concorso è già stato chiuso da un pezzo: dopo i 180 autisti che avrebbero dovuto entrare in servizio, a scaglioni, in questo primo scampolo di 2020, il piano assunzionale prevede tra aprile e maggio, con l’arrivo di altri mezzi, l’arruolamento di 150 conducenti. Sempre che la trafila burocratica venga finalmente sbloccata.
  Ultimo aggiornamento: 10:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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