Atac, bus in fiamme e guasti: inchiesta sulla manutenzione Verifiche in tutte le rimesse

Atac, bus in fiamme e guasti: inchiesta sulla manutenzione Verifiche in tutte le rimesse
di Michela Allegri
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Mercoledì 23 Febbraio 2022, 14:00

Pezzi di ricambio che andrebbero buttati e che invece, per risparmiare, vengono montati a bordo di vetture già vecchie e malandate. Autisti non addestrati a fronteggiare guasti ed emergenze, una su tutte: gli incendi che troppo spesso divampano sugli autobus dell'Atac. E poi, la mancanza di controlli. La Procura ha deciso di procedere con una maxi-inchiesta sulle manutenzioni dei bus della municipalizzata dei trasporti e ha disposto un'ispezione in tutte le rimesse. Una decina di giorni fa i vigili del fuoco e i carabinieri della sezione Tutela lavoro si sono presentati nei depositi da Acilia a Grottarossa, da Magliana a Montesacro, Da Porta Maggiore a Tor Pagnotta, passando per Tor Sapienza, Tor Vergata e Trastevere. Hanno acquisito documentazione e, soprattutto, hanno sentito a sommarie informazioni operai e meccanici. Le domande si sono focalizzate soprattutto su ricambi, manutenzioni e guasti, anche nell'ottica di ricostruire la catena di comando e le procedure da seguire. Per il momento il fascicolo risulta contro ignoti e potrebbe essere accorpato a quelli già aperti per indagare sul fenomeno dei flambus, gli autobus che vanno a fuoco improvvisamente, mentre sono in strada. Dalle relazioni dell'ingegnere Rodolfo Fugger, consulente nominato dai pm in tutti e tre i fascicoli sui mezzi divorati dalle fiamme, emerge la situazione impietosa in cui versano bus e tram.


I DIPENDENTI
Il primo fascicolo è già chiuso: due settimane fa i pm Mario Dovinola e Francesco Dall'Olio hanno notificato a 10 persone un nuovo avviso di conclusione degli accertamenti. Gli indagati sono tutti dipendenti di Atac addetti alla manutenzione: ci sono l'incaricato della rottamazione e della dismissione dei mezzi, il responsabile del monitoraggio delle prestazioni delle officine, i coordinatori di interventi manutentivi e officine, i responsabili del «nucleo gomme». Sono accusati di incendio colposo. In molti casi, secondo gli inquirenti, avrebbero ignorato segnalazioni e campanelli di allarme. Nel caso di un bus Iveco bruciato il 23 giugno del 2019 a Porta di Roma, per esempio, il consulente ha segnalato che «nella scheda di prevenzione incendi di metà giugno del 2019 vengono segnalate criticità sul circuito idraulico con perdita di fluidi». Nonostante «le perdite di olio idraulico dai circuiti in pressione rappresentino delle situazioni di forte rischio per innesco degli incendi», la vettura era stata rimessa in servizio. Nella consulenza agli atti dell'inchiesta viene anche sottolineato che, in molti veicoli, le parti danneggiate e che dovevano essere sostituite sarebbero state rimpiazzate con pezzi danneggiati e che «non possiedono affatto la qualità di quelli originali». Da qui, l'alto numero di incendi che interessa i mezzi della municipalizzata.


Per i magistrati, gli indagati sono responsabili di «imprudenza». Nel caso di un Irisbus immatricolato nel 2006 e con 597.680 km percorsi, andato a fuoco in via Costamagna il 3 gennaio 2019, sarebbero state ignorate quattro «situazioni che davano causa ad un elevato rischio», tra le quali due principi di incendio. Il mezzo era stato rimesso in servizio e «il rischio era stato in questo modo spostato sugli utenti», scrivono i magistrati. L'avviso di conclusione delle indagini contiene un lungo elenco di errori. Ecco un altro esempio: un Iveco Cityclass Cursor, immatricolato nel 2003 e con 465.803 km alle spalle, era bruciato nell'agosto 2019 in via Cassia «per il cedimento dei cuscinetti interni e conseguente uscita di olio». Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero «reiteratamente utilizzato, per gli interventi manutentivi, pezzi di ricambio usurati ricavati da veicoli in attesa di rottamazione». Ora sulla mancata manutenzione verrà effettuata un'indagine più ampia.

 

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