ATAC

Roma, torna la paura sui bus: un altro autista aggredito

Giovedì 3 Ottobre 2019 di Stefania Piras

Autisti degli autobus come punchball. Siamo alla quarta aggressione in dieci giorni. Uscire di casa per lavorare e guidare gli autobus è ormai un'incognita piena di rischi. L'altro ieri c'è stata l'ennesima aggressione a un conducente Atac con un bus danneggiato e l' autista lievemente ferito. È accaduto l'altro ieri sera a Lunghezza, nel Municipio delle Torri. A quanto riferito dall' autista 49enne, un uomo voleva salire a bordo con la bici e a un suo rifiuto, probabilmente impugnando un bastone, ha mandato in frantumi un vetro dell'autobus della linea 314 di Roma Tpl ed è scappato via.

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L'autista è rimasto lievemente ferito da alcune schegge ed è stato portato all'ospedale di Tivoli in codice verde. Sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione di Settecamini. Sulla stessa linea ci fu un pestaggio anche cinque anni fa: autobus vuoto, alcuni passeggeri stranieri e ubriachi lo accerchiarono e aggredirono. Si salvò grazie a degli operatori Ama che passavano di lì. Ma ciò che è inquietante è che sta diventando normale sempre più frequente. Quello di Lunghezza dell'altro ieri è l'ultimo episodio di un'escalation che non si ferma e che ha già portato a un vertice in prefettura e a uno sciopero di due ore. Il caso più grave è stato lunedì scorso, il 21 settembre, quando una baby gang di otto minorenni (il più giovane ha 16 anni) ha preso letteralmente a pugni Lucio Iannucci, un'autista dell'Atac di 52 anni di cui 30 passati al volante. I ragazzini si erano messi a fumare a bordo del mezzo e per protestare contro l'autista che li aveva rimproverati hanno anche tirato il freno di emergenza. Poi, l'aggressione che si è conclusa con una fuga in taxi. L' autista intanto era crollato con il viso insanguinato che si svelerà una frattura al setto nasale da operare. Il pestaggio ha aperto un dibattito su come proteggere i conducenti. L'azienda di via Prenestina ha parlato di vigilantes a bordo che possano prevenire situazioni violente. In prefettura è emersa invece la possibilità di dotare i conducenti di un' applicazione sui telefoni di servizio che avverta tempestivamente le sale operative di polizia e carabinieri con la geolocalizzazione dell'evento.

«Servono cabine blindate subito. Siamo stanchi ed esasperati. Atac non ha ancora emanato un ordine di servizio su come ci si comporta in questi casi e sul divieto di uscire dalle cabine blindate per chi ha la fortuna di averle», denuncia il segretario regionale Mobilità della Fit-CISL del Lazio, Roberto Ricci, commentando l'episodio sul bus 314. Ma la strada della sicurezza è ancora lontana: ad oggi Roma Tpl non ha alcuna cabina blindata sui suoi bus, Atac ha una dotazione di 1048 su 1400 mezzi. E la flotta di 227 nuovi autobus acquistati da Atac non ha alcuna cabina blindata.
 

Ultimo aggiornamento: 09:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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