Tariffe alte e calo delle nascite frenano i nidi comunali: iscrizioni in picchiata dal Centro all'Aurelio

Flop nidi comunali, dal Centro all'Aurelio iscrizioni in picchiata
di Fabio Rossi
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Sabato 15 Giugno 2019, 07:58 - Ultimo aggiornamento: 15:10

Il calo è netto: rispetto allo scorso anno le domande valide presentate, per l'iscrizione di bimbi da 0 a 3 anni negli asili nido del Campidoglio, sono diminuite di circa il 10 per cento. Si tratta di un dato parziale - le accettazioni online dei posti si chiuderanno solo martedì prossimo, e ci saranno comunque nuovi ingressi in autunno - ma la tendenza è evidente: nell'ultimo quinquennio le iscrizioni ai nidi sono andate letteralmente in picchiata. Per esempio, se nel 2016/2017 gli iscritti complessivi dei nidi, a conti fatti, furono 19.881, l'anno educativo successivo scesero a 19.464 (meno 417). Solo per il 2018/2019 c'è stata una lievissima ripresa con 19.482, ovvero appena 18 bimbi in più. E quest'anno (i conti finali si possono fare solo a dicembre) il trend sembra in forte decrescita. Tra i Municipi, quelli dove il numero di domande è più basso sono il XII (Monteverde) con 506, il XIII (Aurelio) con 552, e il I (centro storico) con 557. Il numero più alto di richieste, invece, arriva dal VII (Appio-Tuscolano), con 1.489.

LE LISTE
Questo calo generalizzato ha anche un riflesso positivo: le liste d'attesa sono state drasticamente tagliate e oggi è molto più semplice, per le famiglie romane, vedere i propri figli ammessi nelle strutture comunali. Ciò, di contro, ai danni degli asili convenzionati: l'amministrazione capitolina, vista la riduzione degli iscritti, negli ultimi anni ha deciso di privilegiare nella scelta del nido le 208 strutture gestite direttamente dal Comune rispetto a quelle private. Le famiglie devono infatti indicare in prima battuta, nella domanda d'iscrizione, tre nidi a gestione diretta e dopo tre strutture in convenzione, dando priorità ai nidi convenzionati solo se la struttura si trova a una distanza uguale o inferiore ai 300 metri rispetto alla residenza del bambino. Piccola novità per questo biennio: nelle prime tre scelte potranno parimenti essere selezionate le strutture in convenzione nel caso in cui il nido a gestione diretta si trova a una distanza superiore rispetto a quello in convenzione di 4,7 chilometri dalla residenza. Sulle tariffe, il Campidoglio ha deciso di invertire la rotta: da settembre la quota mensile sarà ridotta di 30 euro per tutti, grazie a fondi specifici dello Stato. Una misura che si va a sommare al bonus asilo, erogato dall’Inps, che da gennaio è stato portato a 136 euro mensili. Inoltre, come annuncia l’assessore alla scuola Laura Baldassarre, Palazzo Senatorio sta studiando ulteriori agevolazioni per le famiglie meno abbienti: anche per favorire l’iscrizione di bambini appartenenti a nuclei che, proprio per motivi economici, sono meno inclini a iscrivere i propri figli a scuola.

LA GARA
Una serie di incontri con rappresentanti delle famiglie sul servizio di refezione scolastica, con l'obiettivo tranquillizzare tutti dopo la protesta dei lavoratori delle mense dei nidi e asili della Capitale, che chiedono il ritiro del nuovo bando del Campidoglio «in nome della qualità dei servizio e della garanzia occupazionale dei lavoratori». L'iniziativa è nata durante l'incontro di ieri tra Virginia Raggi, e il Garante dell'infanzia e dell'adolescenza della Regione, Jacopo Marzetti, al quale hanno partecipato anche l'assessore Laura Baldassarre e la presidente della commissione capitolina scuola, Maria Teresa Zotta. «Abbiamo aumentato la base d'asta del bando per accogliere offerte sempre di maggiore qualità - spiega la sindaca - Inoltre con una delibera abbiamo stabilito una serie di elementi di grande importanza che cambieranno in meglio il servizio, fra cui l'utilizzo di cibi biologici, con priorità per la filiera corta e il commercio equo e solidale».
 

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