Roma, caos graduatorie per gli asili: «Errori nei punteggi». Pronto il ricorso al Tar

Roma, caos graduatorie per gli asili: «Errori nei punteggi»
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Domenica 20 Dicembre 2020, 10:56

Settemila maestre ed educatrici delle scuole dell’infanzia e degli asili nido della Capitale restano sospese in una graduatoria contestata, che ora in molti vorrebbero far annullare, sostengono, «per errori commessi dagli uffici nell’attribuzione dei punteggi». A scatenare le proteste dei precari delle scuole comunali, quelle per bambini di età compresa tra zero e sei anni di età, è stata la pubblicazione dei risultati del concorso, bandito nel 2018 e svolto a dicembre dello scorso anno, che ha messo in fila cinquemila educatrici dei nidi e quasi duemila maestre delle materne romane. Una graduatoria che servirà, a partire dal 2021, per assegnare gli incarichi, stabili o temporanei, nelle strutture capitoline. Ma gli esiti della procedura hanno scatenato le proteste di centinaia di partecipanti, pronti a ricorrere alla giustizia amministrativa per chiedere di azzerare tutto e rifare da capo l’elenco.

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Pietra del contendere, i criteri per l’assegnazione del punteggio finale. «Nel bando era prevista la valutazione dei titoli di servizio, fino ad un massimo di cinque punti, in riferimento ai giorni di lavoro effettivamente prestati - spiega Dario Nanni, consigliere del VI Municipio - Nella graduatoria definitiva pubblicata dall’amministrazione comunale gran parte delle partecipanti si sono ritrovate o senza alcun punteggio per i titoli di servizio o conteggiati parzialmente». In pratica, sottolinea Nanni, «anni di lavoro precario, in condizioni difficili, senza alcuna garanzia dando piena disponibilità, che però al momento opportuno non vengono presi in considerazione».

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Il tam-tam è partito immediatamente tra i partecipanti che si sentono danneggiati: «Il nostro lavoro da precari negli ultimi anni non è stato riconosciuto, è assurdo», dicono alcuni di loro. In meno di 24 ore è stato formato un gruppo su WhatsApp - con oltre cinquecento iscritti - con l’obiettivo di avviare una battaglia legale e amministrativa contro i risultati della procedura. Una battaglia da condurre su due fronti. La prima è un’istanza di riesame, da presentare agli uffici del Campidoglio affinché riconsiderino le modalità con le quali hanno compilato la graduatoria. Ma contemporaneamente partirà anche il contenzioso giudiziario: già domani alcune decine di partecipanti al concorso si ritroveranno nello studio di un avvocato per conferirgli il mandato necessario a far partire l’iter dei ricorsi, che probabilmente partirà dal Tar del Lazio, con una richiesta di sospensiva degli effetti dell’atto pubblicato.

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Le maestre precarie sono sul piede di guerra. «Assurdo non riconoscerci tanti anni passati in condizioni lavorative davvero difficili», sostengono. E in realtà la situazione delle “supplenti” - prima dell’emergenza Covid, che ha reso tutte le procedure ancora più complesse - non è agevole. Quando c’è la necessità di coprire posti temporaneamente vacanti in asili nido o scuole dell’infanzia, infatti, il Municipio di riferimento avvisa la supplente in graduatoria al momento, da un’ora all’altra. Si lavora uno o due giorni, una settimana, un mese a seconda dei casi. L’amministrazione capitolina da luglio 2016, secondo i dati dell’assessorato al Personale, ha già stabilizzato oltre millecinquecento insegnanti precari. Ma l’organizzazione delle scuole riservate ai più piccoli necessita di continue sostituzioni, più o meno lunghe. E in assenza di una graduatoria valida tutto rischia di diventare ancora più complicato.

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