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Roma, asili, 4 mila bambini senza posto a settembre: il Comune cerca 250 aule

Mercoledì 29 Luglio 2020 di Francesco Pacifico
Roma, asili, 4 mila bambini senza posto a settembre: il Comune cerca 250 aule

Nell'era del Covid il Comune di Roma ha deciso che nelle scuole per l'infanzia ci sarà spazio per 17 allievi per ogni classe. Quattro in meno rispetto al tetto previsto per il prossimo anno scolastico. E questo tetto sta mettendo in crisi i Municipi e, soprattutto, le famiglie: infatti circa 4mila bambini tra i 3 e i 5 anni rischiano a oggi di non essere accolti dagli asili capitolini, perché mancano le aule.

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Da giorni è corsa contro il tempo per risolvere il problema. Il nuovo tetto per le scolaresche è stato voluto dalla task force nominata dal Campidoglio, per ridurre i rischi di contagio, con l'emergenza Coronavirus ancora in corsa. Ma la prescrizione - presente nelle linee guida che il Campidoglio ha comunicato informalmente alle ex Circoscrizioni e ai Municipi per l'istruzione tra gli 0 e i 5 anni - comporta sostanzialmente un problema alquanto insormontabile per le 544 strutture della Capitale: ospitando meno allievi, servono più classi. Difficili da trovare se si pensa che moltissime scuole capitoline sono collocate in edifici vecchi oppure in plessi che ospitano anche altri istituti. In poche parole, gli spazi che mancano vanno trovati altrove. E va fatto presto, perché gli asili ripartono il 14 settembre e prima di allora dovranno essere tutti sanificati e dotati di materiali monouso, compresi quelli per il pranzo.
 

LE LINEE GUIDA


Dai primi calcoli fatti dai minisindaci, si ipotizza che serviranno 250 aule in più rispetto alle circa 620 necessarie nel 2019. Con il risultato che oltre 4mila bambini degli oltre 14mila che si sono iscritti per l'anno scolastico 2020-21, rischiano di non trovare posto nelle strutture comunali e di doversi rivolgere al privato. Di questi, oltre 600 sono residenti nel I Municipio. Tanto che l'assessore all'Istruzione, Giovanni Figà Talamanca, sbotta: «Non si comprende perché il Campidoglio nelle sue linee guida, che sarebbero comunque integrative rispetto a quelle nazionali, inserisca una prescrizione sul numero degli allievi che il governo non ha voluto neppure prendere in considerazione. Così, semplicemente, non apriamo un terzo degli asili».

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LE CONVENZIONI


Il Campidoglio e i Municipi - con l'aiuto della Città metropolitana e della Regione - stanno provando a trovare dei locali in più. Ma finora, spiegano dal Comune, ne sarebbero stata recuperata soltanto una cinquantina, trasformando biblioteche e mense in aule oppure dimezzando palestre con tramezzi per fare più classi. Parallelamente si lavora a convenzioni con la diocesi di Roma, con il Demanio e l'Esercito per le vecchie caserme in disuso o con i cinema per affittare altri spazi, anche se assieme ai locali vanno trovati anche il personale amministrativo necessario o predisporre le strutture minime come i bagni divisi per maschi e femmine.
Se non bastasse, con l'aumento delle classi, vanno anche reclutati anche più insegnanti e più bidelli. Sul primo fronte il Comune di Roma, con 5mila maestre già a suo carico, è pronto ad aumentare il numero dei supplenti di 1.600 unità rispetto agli oltre 3mila assunti lo scorso anno. Anche qui, però, il tempo è poco, mentre i sindacati aspettano di capire se le i sostituti avranno contratto annuale oppure saranno in organico fino al 31 dicembre.

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