Ariccia, lavori sul ponte: un plexiglass anti-suicidi

Ariccia, lavori sul ponte: un plexiglass anti-suicidi
di Karen Leonardi
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Lunedì 26 Luglio 2021, 00:04 - Ultimo aggiornamento: 01:07

Potrebbe essere scritto nel plexiglass il futuro del ponte di Ariccia. Il monumentale viadotto, ancora più imponente agli occhi di chi lo ha scelto per farla finita con un salto nel vuoto, sarà messo in sicurezza. La sua fama di ponte dei suicidi forse, una volte per tutte, si sgretolerà contro i sistemi deterrenti, al vaglio dell’amministrazione e dell’Anas, affinché non sia più testimone degli ultimi istanti di vita, dopo un tragico volo verso la morte. Il plexiglass è una delle tre ipotesi su cui si sta concentrando l’attenzione del Comune per dotare il viadotto di una barriera di protezione in grado di bloccare i tentativi di suicidio. Alla scia di domande e dolori lasciati da chi, nel corso degli anni, si è buttato da un’altezza di oltre settanta metri, si aggiungono anche i “perché”, ossia perché le reti in acciaio, installate dall’Anas sotto il cornicione intorno al 2000, si siano trasformate in un trampolino di lancio prima di finire in braccio alla morte. 

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Le idee

E ora che l’Anas, dopo ritardi colossali, ha avviato i lavori per il consolidamento strutturale e conservativo, il sindaco di Ariccia, Gianluca Staccoli, lancia tre proposte per rendere le barriere fisse di contenimento realmente adeguate a bloccare gesti estremi. 

«La soluzione di realizzare un parapetto in plexiglass – spiega il primo cittadino alla guida di un’amministrazione di centrodestra - è da tempo oggetto di studio dei tecnici del Comune e della società Autostrade: si tratterebbe di realizzare un pannello per fermare gli aspiranti suicidi». 

Oltre al tentativo di eliminare per sempre un punto dove chi vuol farla finita trova il modo di dar seguito al suo intento, c’è anche voglia di voltare pagina. Per la cittadina non è certo facile convivere con la triste nomea di paese noto per i suicidi. «L’ inconveniente - prosegue il sindaco - dell’utilizzo di questo materiale è l’effetto “vela” provocato dalle forti folate di vento provenienti dal mare che gonfierebbero la struttura con eventuali ripercussioni sulla stabilità del ponte, ma si sta vedendo come risolvere questo aspetto, per quanto riguarda la Sovrintendenza, abbiamo comunque un ampio margine di azione, basta che non si sconfini in soluzioni eccessivamente impattanti dal punto di vista paesaggistico».

L’addio di Michelangelo

La vivacità delle fraschette da un lato, la bellezza di Palazzo Chigi e la splendida chiesa di Santa Maria Assunta. E poi il viadotto a raccontare le tragiche decisioni di giovani, anziani e persone disperate di ogni età. L’ultima quella di Michelangelo, lo studente di 14 anni, che a maggio, dopo un selfie inviato ai compagni di classe, si è lanciato giù. Un addio sconvolgente. Che ha spinto a cercare soluzioni. Spuntoni lungo il cornicione e ali di supporto alla rete in acciaio, le altre due ipotesi di contenimento. Il ponte verrà chiuso ad ottobre per il rifacimento del manto stradale e, a fine lavori, verrà ripristinato il traffico dei pullman e mezzi di soccorso. «Ci sono già lance di ferro – parla l’amministrazione comunale - incuneate nelle loggette, ma intendiamo metterne altre senza intervalli sul muro per rendere impossibile il lancio dal parapetto». E poi, ali in ferro come recinzione di sostegno della rete finanziata e realizzata dall’Anas alla fine degli anni ’90. E che invece si è trasformata in una nefasta scaletta per l’ultimo viaggio verso la morte. «E’ diventata un mezzo di risalita per poi buttarsi di sotto, quindi – conclude – vogliamo fissarci delle strutture alla fine della parete metallica per fermare chi ci finisce sopra». 
Domani il ponte resterà chiuso, dalle ore 8 fino alle 17, alla circolazione al fine di eseguire prove di carico. La chiusura totale è prevista ad ottobre per il rifacimento del manto stradale. 

 

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