ROMA

Il caso arene gratuite, dai dubbi di Gasparri alle certezze della Borgonzoni: «Non danneggiano le sale»

Giovedì 11 Aprile 2019 di Giampiero Valenza

«La gratuità distrugge la produzione culturale», ha detto Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia. E, davanti a quella che sembra essere una difesa del settore audiovisivo e della proprietà intellettuale dell'ex ministro delle comunicazioni, si è alimentato il dibattito attorno alle arene estive cinematografiche. Tanto che chi le arene le organizza non si sente un nemico delle sale e il sottosegretario ai Beni Culturali Lucia Bergonzoni ha tagliato corto: «Vengo da una città come Bologna: a piazza Maggiore ci sono i bellissimi film della Cineteca - ha detto - Bisogna vedere cosa si passa nelle arene, ma io penso che le sale e le arene possano convivere benissimo e una possa aiutare l'altra: educare la gente a vedere il film sul grande schermo è una cosa positiva». 

Il caso arene gratuite, il sottosegretario Borgonzoni: «Positive, possono convivere e aiutare i cinema»

LE PAROLE DI GASPARRI
«C’è un problema di tutelare la proprietà intellettuale – aveva detto Gasparri parlando con l'agenzia Vista - Ho incontrato giorni fa alcuni esercenti delle sale di Roma che ritengono che iniziative gratuite e realizzate nei pressi dei cinema, sì divulgano il cinema ma a spese dei cinema. E se non ci sono incassi i produttori, gli attori e gli autori non riescono a produrre dei contenuti. E’ la stessa discussione che c’è stata sul copyright a livello europeo. La creazione, la creattività e la produzione intellettuale vanno remunerate».  «Ci vogliono delle regole. Alcuni eventi straordinari vanno bene - aveva aggiunto - la gratuità ordinaria finisce per distruggere la produzione culturale stessa». 

Arene cinematografiche estive, Gasparri: «La gratuità distrugge la produzione culturale»​

A ROMA IL CINEMA AMERICA
Chi fa progetti culturali gratuiti spiega come non ci sia un problema di proprietà intellettuale. Parola dei ragazzi del Cinema America, che organizzano a Roma una rassegna che loro stessi definiscono “sovversiva”, perché proiettano gratuitamente "opere di retrospettiva uscite dal circuito commerciale". 

«Giusto per chiarire, le nostre proiezioni sono gratuite per il pubblico, ma noi ragazzi paghiamo alle case di distribuzione la riproduzione delle singole opere, nonché la Siae – scrivono sulla loro pagina Facebook - Quindi nessuna violazione 'della proprietà intellettuale'». «Anche perché altrimenti - proseguono - non si spiegherebbe lo straordinario sostegno degli autori alle nostre iniziative».

Gli organizzatori raccontano come la scorsa estate per proiettare “Sinfonia d’autunno” di Bergman, all’interno del cortile di una scuola e per cinquecento spettatori, sono arrivati a spendere di diritti Siae mille euro più Iva. “Si potrebbe semplificare dicendo che il Cinema America, grazie al sostegno dei suoi partner istituzionali e sponsor, paga il biglietto per il proprio pubblico», dicono.

«Il nemico delle sale non siamo noi, che vogliamo riaprirle e lottiamo per farlo tra ricorsi e burocrazia, ma chi per quarant’anni dinanzi al totale declino degli incassi cinematografici non ha saputo immaginare altri scenari e rapporti con i territori in grado di rendere unica e insostituibile la visione collettiva sul grande schermo – proseguono dal Cinema America - Ora sorge spontanea una domanda, ma davvero qualcuno pensa che eliminare le arene gratuite, che proiettano vecchie opere e danno l’opportunità alle persone di rivederle o scoprire il cinema, riporterà la gente a frequentare le sale cinematografiche?».

 

Ultimo aggiornamento: 18:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA