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Ardea, il killer fu sottoposto a consulenza psichiatrica un mese fa. I familiari: «Non trovavamo la pistola»

Ardea, il killer fu sottoposto a consulenza psichiatrica un mese fa. I familiari: «Non trovavamo la pistola»
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Lunedì 14 Giugno 2021, 11:15 - Ultimo aggiornamento: 15:31

Ardea, le ultime notizie sulla sparatoria. Il dolore per la morte dei fratellini David e Daniel Fusinato e del pensionato Salvatore Ranieri è forte quanto lo stupore per la circostanza di quella pistola in possesso di Andrea Pignani, 35 anni, arcinoto nel consorzio di Colle Romito di Ardea, alle porte di Roma, per i suoi atteggiamenti alterati. Tutti sapevano che quell'uomo, già sottoposto a un Tso, aveva un'arma da fuoco: facile saperlo, l'ngegnere informatico l'aveva usata più volte sparando in aria quando le liti con i vicini salivano oltre il limite del battibecco. Tutti sapevano, ma non risultano, almeno per ora, denunce alle forze dell'ordine.  Neppure dopo che l'uomo aveva minacciato, con un coltello, la madre Rita Rossetti che a novembre aveva pianto la morte del marito, guardia giurata. La sua pistola d'ordinanza, raccontano adesso la madre e la sorella dell'ingegnere: «Non la trovavamo».

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La consulenza psichiatrica - Andrea Pignani fu sottoposto a «consulenza psichiatrica» per uno «stato di agitazione psicomotoria» l'11 maggio scorso presso il Pronto Soccorso del Nuovo Ospedale dei Castelli di Ariccia (RM). È quanto è emerso dagli accertamenti dei carabinieri e della Procura di Velletri. In ospedale Pignani fu accompagnato «volontariamente» da un'ambulanza dopo una lite con la madre. Pignani non era comunque in cura «per patologie di carattere psichiatrico».

L'arma era regolarmente detenuta dal padre di Pignani, fino al 1986 era stato una guardia giurata poi aveva continuato a detenere regolarmente la pistola fino alla morte nel novembre scorso. La famiglia si era trasferita nel comprensorio di Colle Romito nel 2019. Quella pistola è poi riapparsa, e più volte, nelle mani dell'ingegnere. Ieri per l'ultima, tragica, volta. Gli addetti alla sicurezza tenevano d'occhio quell'ingegnere esagitato, ma evidentemente i suoi atteggiamenti non erano stati ritenuti abbastanza allarmanti. Così sembra già scritto in gran parte il canovaccio di questa domenica di sangue.

 

La pattuglia dei carabinieri

«Cinque minuti prima della sparatoria una pattuglia dei carabinieri di Marina di Ardea era andata a controllare che il mio assistito Domenico Fusinato stesse in casa a rispettare l'ordinanza di custodia ai domiciliari». È quanto rivela l'avvocato Diamante Ceci, legale dei genitori dei piccoli David e Daniel, 5 e 10 anni, uccisi ieri ad Ardea. Quella stessa pattuglia, secondo quanto riferito, una manciata di minuti dopo è intervenuta dopo l'allarme lanciato e il triplice omicidio «Il controllo dei carabinieri - aggiunge l'avvocato - è avvenuto quando i due piccoli si trovavano già al campetto con le biciclette. La madre era in casa ed ha sentito i colpi, pensava che fossero dei petardi o degli spari di cacciatori. La donna ha poi capito cose era avvenuto ed ha cominciato ad urlare. La pattuglia è tornata nel comprensorio perché allertata dalla centrale operativa».

«La madre è intervenuta pochi instanti dopo i colpi esplosi da Andrea Pignani. Ha trovato i figli in una pozza di sangue, ancora respiravano». È quanto riferisce ancora l'avvocato Cenci. «La famiglia aveva deciso di vivere in quel comprensorio perché era un posto tranquillo dove crescere i bambini - spiega l'avvocato -. Si erano trasferiti in quella casa da circa un anno e mezzo. Ho avuto modo di sentire i miei assistiti questa mattina, sono distrutti ma chiedono rispetto per questo dramma assurdo che stanno vivendo». Da quel che risulta i Fusinato non conoscevano l'ingegnere che ieri ha raggiunto il parco in auto per poi sparare ai fratellini al petto e alla gola, con il pensionato che con grande coraggio ha tentato di fermarlo. 

 

Il consorzio

«Abbiamo messo a disposizione degli investigatori le immagini delle nostre telecamere», dice il presidente del consorzio Colle Romito, Romano Catini. «Siamo distrutti per quello che è successo - aggiunge il presidente, che ieri sera è stato sentito dai carabinieri -. Questa sera ci sarà un'assemblea straordinaria e decideremo eventuali iniziative per ricordare le tre vittime. Probabilmente faremo una fiaccolata nel consorzio. C'è anche un'associazione che si è proposta di pagare i funerali». Oggi il consorzio ha le bandiere a mezz'asta in ricordo delle vittime.

Zingaretti

«Tragedia, follia, dolore. Le parole sono queste. Tutti siamo stati travolti dal racconto e dall'arrivo delle agenzie. La prima cosa è stare vicino alla comunità di Ardea. Io sono in contatto continuo con il sindaco e soprattutto con la famiglia travolta dalla tragedia. Ora ovviamente si dovrà fare luce su questi aspetti: come sia potuto accadere e se ci siano state delle negligenze. Questo è giusto. Ma nulla toglierà il dolore drammatico inferto a questa famiglia e alla comunità di Ardea». Lo ha detto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, a Rai News 24.

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