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Ardea, la madre del killer indagata: nel mirino i contatti sul web

Ardea, caccia ai contatti web. Indagata la madre del killer
di Mirko Polisano
4 Minuti di Lettura
Venerdì 18 Giugno 2021, 00:15 - Ultimo aggiornamento: 07:16

Che Andrea Pignani, il killer di Ardea fosse stato istigato a uccidere? Il 35enne è stato spinto ad ammazzare? Aveva qualche complice da scovare nelle oscurità del web? È sulla risposta a queste tre domande che si stanno concentrando le indagini degli inquirenti che stanno cercando di capire cosa c’è dietro - il vero movente - la sparatoria e il triplice omicidio di domenica mattina a Colle Romito dove hanno perso la vita - senza ancora sapere perché - i fratellini di Ostia Daniel e David Fusinato di dieci e cinque anni e Salvatore Ranieri, il 74enne romano dipendente dell’Atac in pensione. E così ieri mattina, i carabinieri si sono ripresentati nella villa dell’omicida per un «sopralluogo tecnico». In realtà, il blitz è stata una perquisizione in piena regola. 

Ardea, l'autopsia su Andrea Pignani: «Si è sparato un colpo alla tempia»


Le ipotesi

I militari hanno portato via alcune foto del 35enne presenti nella sua camera da letto, dopo aver sequestrato cellulare e il pc dell’uomo. L’intento è quello scavare nelle ultime ore di vita di Pignani alla ricerca di un indizio, di un qualcosa che possa aver fatto scattare la furia omicida. Pignani potrebbe essere finito nelle tenebre del «deep web», quella parte di internet non accessibile attraverso i normali browser e in cui gli utenti non sono identificabili se non attraverso complicate procedure informatiche. Qualcuno può averlo istigato a uccidere? Pignani - secondo le ricostruzioni e le testimonianze - era vestito con una felpa nera, guanti e cappellino. E così è uscito con pistola alla mano. Quasi come fosse un personaggio uscito da un videogioco. Poi ha aperto il fuoco contro tre sconosciuti e innocenti. Eppure, le «stanze degli orrori» popolano la parte oscura del web e parlano di come portare a termine omicidi di minori, sfregi alle donne e torture. Le analisi sui computer accerteranno se Pignani sia precipitato in questi abissi della tecnologia. Gli investigatori hanno anche portato via alcune foto che ritraevano Pignani. Qualcuno prima di requisirle ha chiesto se fosse lui la persona ritratta nello scatto. Che possa anche aver cambiato aspetto negli ultimi mesi? D’altronde il suo nick sui social era abbastanza eloquente: “Mr Hide”. Colle Romito, quartiere stretto tra le località turistiche di Tor San Lorenzo e Lido dei Pini sul litorale di Ardea, ieri ha rivissuto per qualche ora un “assedio” simile a quello di domenica: auto dei carabinieri a chiudere le strade, curiosi che cercavano di capire cosa stesse accadendo. Pignani si sarebbe poi suicidato dopo il suo rientro a casa sparandosi un colpo alla tempia (come rivelato dall’autopsia) con la stessa arma con cui poco prima aveva ucciso le tre persone. La pistola, una Beretta calibro 7.65 apparteneva al padre del 35enne, ex guardia giurata morto a novembre: da allora quell’arma non era stata mai dichiarata al commissariato di Anzio. Per questo ora è stata iscritta nel registro degli indagati Rita Rossetti, 64 anni, madre di Andrea Pignani, per omessa denuncia. 

 

Strage di Ardea, sabato a Ostia i funerali di Daniel e David nella chiesa di Santa Maria Regina Pacis


La comunità

Una comunità, quella di Colle Romito, ancora scossa dalla tragedia. Un disagio percepito anche dalla Asl Roma 6, che ha messo a disposizione dei cittadini maggiormente coinvolti dalla tragedia un team di psicologi e psichiatri che possano aiutare le persone a elaborare il lutto, soccorritori compresi. La stessa iniziativa è stata promossa dalla Asl Roma 3 verso i piccoli compagni di scuola di Daniel. L’autorità giudiziaria ha nel frattempo autorizzato la famiglia Fusinato a organizzare il funerale di Daniel e David, chiedendo alla stampa - attraverso il proprio legale Diamante Ceci - «che la presenza sia marginale, discreta e rispettosa del loro incommensurabile dolore». L’ultimo saluto domani alle 14 nella chiesa Regina Pacis di Ostia. La questione delle armi intanto arriva in Parlamento con un’interrogazione sui ritardi nella realizzazione del database inter-istituzionale. Se avesse funzionato, forse avremmo raccontato un’altra storia. 

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