Anzio, le spiagge al lavoro per riaprire da venerdì ma scarseggiano i bagnini

Lunedì 25 Maggio 2020 di Moira di Mario Antonella Mosca
Sulle spiagge di Anzio si lavora per riaprire
Attendono l’ordinanza del Comune di Anzio per i dettagli su accessi e camminamenti, i gestori delle spiagge della città che, con i suoi 13 chilometri di costa, ne offre per tutti i gusti: da quelle in centro fino alle dune di Lido dei Pini. Ma intanto allestiscono gli stabilimenti balneari in base alle indicazioni della Regione Lazio: si riapre venerdì 29 maggio. E tutto deve essere pronto. Anche se gli ombrelloni saranno di meno: fra il 20 e il 30%, per rispettare le distanze di sicurezza. L’estate 2020 presenta anche un altro problema: scarseggiano i bagnini giovani, i neofiti che prendono il brevetto per tentare il lavoro stagionale. Causa Covid19, quest’anno sono stati annullati tutti i corsi. 
Ma le prenotazioni arrivano e c’è ottimismo per le presenze turistiche. «Tra i mille problemi da coronavirus nel settore - dice Daniela Di Renzoni del Rivazzurra, presidente dell’associazione Il Mare di Anzio e Nettuno - c’è che mancano i nuovi bagnini, quelli al primo brevetto. Quest’anno annullati i corsi in piscina. Quindi niente esame. Altri però rifiutano il contratto. Meglio il reddito di cittadinanza, è poco più basso della nostra paga ma si ottiene senza lavorare. Anche per questo chiediamo che l’orario di balneazione sia ridotto fra le ore 9 e le 18». I bagnini storici sono comunque in prima linea a tutela dei bagnanti. «Quest’estate è vietata la respirazione bocca a bocca, per rischio contagio - dicono - però noi ci siamo sentiti e la pensiamo allo stesso modo. Speriamo non serva, ma in caso di emergenza la faremo. È il nostro lavoro».
Dopo gli incontri fra i balneari e l’ufficio demanio, il sindaco Candido De Angelis firmerà a breve l’ordinanza. C’è attesa per capire come saranno i corridoi fra gli ombrelloni per raggiungere docce, bagno, bar, mare. «Oltre ai 10 mq per ombrellone, dobbiamo lasciare spazi tra ogni fila per creare i camminamenti per i clienti. Tale indicazione spetta al Comune», dice Maurizio Criscuolo del Jolly Lido, presidente dell’associazione Il Faro che raggruppa balneari anche di Lavinio. Altra spiaggia in meno, tanto che gli ombrelloni diminuiranno del 20-30%. Ma, dicono i balneari, le tariffe aumenteranno al massimo del 10%. Le “misure di sicurezza” riguardano pure i lettini singoli. «Se devono distare un metro e mezzo - dice Criscuolo - un lettino avrà intorno 3 metri liberi. C’è da calcolare bene. Ma è bello che la distribuzione dello spazio stia maturando anche con i clienti. Si interessano e chiedono “allora come lo metti il mio ombrellone?”». Vari gestori recupereranno eliminando i giochi per i bimbi. «Come facciamo a garantire che i bambini stiano a un metro di distanza in attesa di salire su scivolo e altalena? - dice Criscuolo - Meglio non rischiare». Polemica Daniela Di Renzoni: «Questa - dice - è già una stagione breve e ci complicano vita e lavoro facendoci fare la guardia ai clienti, per mascherine e sanificazione». 
A Pomezia, invece, l’amministrazione comunale 5 Stelle sta lavorando per cercare di riavviare venerdì la stagione balneare a Torvaianica anche sulla spiagge libere, rispettando le prescrizioni anti contagio. Dovrebbero essere confermati i baywatch nelle sette postazioni di arenile demaniale che tuttavia non potranno vigilare sul distanziamento sociale, ma dovranno solo garantire l’assistenza ai bagnanti. Ancora da capire, invece, chi controllerà gli accessi che saranno per forza contingentati e le misure tra un ombrellone e l’altro e tra un telo e l’altro, che dovrebbero essere delimitate direttamente dai tecnici municipali. Intanto ieri sulle spiagge liberare i primi turisti stesi al sole, nonostante i divieti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani